Si ritrova un debito per un contratto mai firmato con la vigilanza, scatta la denuncia

La vittima una donna di Orta di Atella: la Procura apre una indagine

Una storia che ha dell'assurdo: chiede ad un dipendente della società cooperativa di vigilanza privata 'Terra di Lavoro' il servizio di radio allarme ma poi si ritrova con un contratto firmato con una firma falsa e con un decreto ingiuntivo per il pagamento di oltre 1700 euro. La vittima di questo raggiro è una donna di Orta di Atella che ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere i soggetti che "rappresentano la società Terra di Lavoro".

La 43enne, difesa dall'avvocato civilista Maria Costanzo e dal penalista Giancarlo Giuliana, è proprietaria di un immobile ad Orta di Atella, e nel mese di marzo del 2013 accetta di usufruire del servizio di radio allarme proposto da un dipendente della società 'Terra di Lavoro' amico di famiglia, fornendo tutti i documenti per avviare il servizio a fronte di un pagamento di 50 euro mensili. Del contratto? Nemmeno l'ombra. Il pagamento è sempre stato regolare solo che ad un certo punto la donna viene a sapere che questo dipendente non lavorava più presso questo istituto di vigilanza e che era stato messi in aspettativa così come altri colleghi per problemi economici della società. Solo che poi nel giugno 2018 la donna riceve la notifica di un atto di pignoramento per un importo di 1763,12 euro.

Alla richiesta di atti viene fuori un contratto firmato a Maddaloni con una firma palesemente falsa. E lì parte tutto l'iter per la denuncia: la donna si affida al proprio legale e chiede una perizia alla consulente grafologica della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Concetta Iavarone, che di fatto evidenzia che le firme sul contratto "non sono genuine". In attesa di ulteriori sviluppi il sostituto procuratore della Repubblica Gionata Fiore ha disposto il sequestro probatorio dell'originale del contratto stipulato per ulteriori accertamenti e il decreto ingiuntivo ed ha delegato i carabinieri della stazione di Maddaloni per l'esecuzione del provvedimento. I reati contestati dalla Procura della Repubblica sono quelli di falso in atto pubblico per induzione e sostituzione di persona in quanto la persona non si è mai reacata a Maddaloni e mai ha sottoscritto alcun contratto.

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