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Reggia, l'Ordine Agronomi e Forestali: "Pronti a tutelare i lecci"

Il presidente provinciale Cangiano: "Siamo disponibili gratuitamente a verificare e proporre l’adozione delle migliori soluzioni tecniche che salvaguardino il patrimonio forestale della Reggia che è tutelato dall'Unesco"

La questione relativa ai lecci del Parco della Reggia di Caserta è un tema molto sentito, soprattutto da chi vorrebbe evitare, se non assolutamente necessario, l'abbattimento dei filari che rappresentano un patrimonio storico e naturalistico. Sulla questione interviene, per fare chiarezza, anche l'ODAF-Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Caserta, attraverso il presidente Emilia Cangiano.

"Preliminarmente - riporta la nota a firma della Cangiano - si comunica che codesto Ordine ha ricevuto un invito dal Direttore Generale avente ad oggetto quanto di seguito testualmente riportato: “OGGETTO: Reggia di Caserta. Giornata di studio e Tavola Rotonda per il Progetto di “Riqualificazione della Via d’Acqua del Parco Reale - intervento di sostituzione del primo filare di Quercus ilex” – Sala Romanelli 7 luglio 2023, ore 9.00 - 14.00 | Richiesta crediti per i Dottori Agronomi e Dottori Forestali”. Fatta una breve introduzione storica che viene omessa, il corpo del testo riportava quanto segue: “... La valutazione è stata condotta dal DISTAL dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e dal DiA dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con i quali il Museo ha sottoscritto uno specifico Protocollo d’Intesa per la salvaguardia delle alberature di pregio e una collaborazione più ampia sulle problematiche conservative del Parco Reale. In considerazione della valenza estetica ed ecologica delle architetture vegetali del Parco della Reggia, il Museo ha organizzato una Giornata di Studio e successiva Tavola Rotonda sul tema finalizzata ad esporre, non solo ad una platea di esperti ma anche al territorio e a tutti gli interessati, i risultati degli approfondimenti scientifici condotti e i possibili scenari futuri, con le relative variabili, attraverso i contributi di studiosi del settore che hanno sostenuto e seguito il progetto di ricerca. Tenuto conto della valenza formativa dell’iniziativa, quale momento di confronto su temi delicati come la salvaguardia e gestione dei giardini storici ai quali è stata finalmente riconosciuta l’attenzione per il significato che assumono nell’identità culturale del nostro Paese, si chiede a codesto Spett.le Ordine di attivare la procedura necessaria per il riconoscimento dei crediti formativi per i Dottori Agronomi e i Dottori Forestali che parteciperanno alla giornata di studio in oggetto. Si allega il programma della Giornata di Studio...”. L’evento del 7 luglio è stato registrato ed è a disposizione di tutti".

Sul tema in questione, fanno sapere dall'ODAF, la parola è stata affidata principalmente a docenti dell’Università di Bologna, dell’Università Federico II, dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Università Politecnico delle Marche che hanno esposto le proprie relazioni tecnico scientifiche. All’ODAF di Caserta detto materiale non è mai stato recapitato per un’eventuale consultazione, né tantomeno per la Giornata di Studio è stato richiesto il parere della categoria. Motivo per cui in quella sede il presidente Emilia Cangiano manifestava la disponibilità dei professionisti iscritti all’Ordine di Caserta per affrontare la “questione lecci”.

Il presidente Cangiano quindi afferma: "Appare del tutto evidente che l’Ordine era stato interpellato unicamente relativamente alla questione dei crediti formativi. Ed ancora, emerge con chiarezza che in quella sede è stata semplicemente condivisa da parte della Direttrice Tiziana Maffei, supportata dagli interventi dei relatori (Università di Bologna e di Napoli), una decisione già assunta, ovvero quella di abbattere 750 lecci della Via d’Acqua del Parco della Reggia Vanvitelliana". Dopo aver espresso brevemente alcune considerazioni personali il presidente dell’Odaf di Caserta proponeva al Direttore della Reggia di creare un tavolo ristretto delle professioni tecniche al fine di fornire un contributo (modifiche o integrazioni) alle tre soluzioni proposte dai relatori.

"Senza voler alimentare polemiche, preme sottolineare - aggiungono dall'ODAF - che peraltro anche le altre migliaia di lecci (di cui non si è parlato) delle varie zone del Parco si trovano in condizioni di vetustà o con problematiche fitosanitarie. Ovviamente andrebbero adottate di volta in volta le migliori soluzioni tecniche. Non si escludono abbattimenti e rinnovamenti, ma ovviamente questi devono sempre rappresentare l’ultima ratio, proprio perché non si sta parlando di un normale bosco".

In conclusione, l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali al fine di sgomberare il campo da ogni tipo di equivoco evidenzia che "riceveva invito a partecipare all’incontro del 7 Luglio 2023 circa un generico progetto di riqualificazione della Via d’Acqua del Parco della Reggia apprendendo in quella sede, con sorpresa, delle decisioni già da tempo assunte da Tiziana Maffei, Direttrice della Reggia riguardo all’abbattimento e sostituzione di 750 lecci del primo filare; in quell’occasione veniva avanzata la proposta da parte del Presidente dell’Ordine di costituire un tavolo delle professioni tecniche per dare un contributo alle soluzioni proposte, ovviamente previa indagine ed ispezione dello stato fitosanitario dei lecci; nelle more non è stato dato avallo ad alcuna decisione dell’Ente Reggia, né tantomeno sono state prese posizioni ufficiali (non c’erano le basi), sebbene alcuni iscritti, a titolo personale, abbiano ritenuto di dover dare un contributo".

Quindi la presa di posizione ufficiale dell'ODAF: "Questo Ordine Territoriale, nello spirito di dare un contributo costruttivo al territorio, ed in questo caso al Parco della Reggia di Caserta, gratuitamente si rende disponibile a verificare e proporre l’adozione delle migliori soluzioni tecniche che salvaguardino il patrimonio forestale della Reggia di Caserta, atteso che i filari di lecci della Via dell’Acqua ed il bosco della Reggia, benché artificiali, costituiscono un capitale storico, paesaggistico, naturalistico non solo per l’intero comprensorio della città di Caserta, ma per l’intera umanità, tanto da rientrare non a caso tra i patrimoni Unesco".

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