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Peschiera della Reggia ai privati, scontro Felicori - 5 Stelle: "Nessuna profanazione"

Il direttore replica alle accuse dei parlamentari casertani: "Il mio ultimo scorcio di lavoro visto con fastidio"

“Nel nostro progetto non c’è alcuna profanazione, semmai ripristino filologico”. Il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori rispedisce al mittente le accuse nei suoi confronti contenute nella richiesta inviata al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli dai parlamentari casertani del Movimento 5 Stelle Antonio del Monaco, Margherita Del Sesto, Nicola Grimaldi e Marianna Iorio.

Questi avevano chiesto un intervento del Ministero “affinché possa essere ripristinato il senso valoriale del simbolo casertano”. Oggetto del contendere il bando per l'affidamento ventennale ai privati della Peschiera grande e dell'immobile dei Liparoti per la promozione del canottaggio e della vela.

“Al riguardo – è la risposta di Felicori ai grillini - devo serenamente segnalare che nella Peschiera si svolgevano con regolarità battaglie navali per il diletto e l'istruzione di Ferdinando IV, che i Liparoti erano appunto marinai fatti venire dalle Lipari per tale ragione e non c'è dunque nel nostro progetto alcuna profanazione, semmai ripristino filologico”.

Ben più dura invece la risposta sulle accuse di “ultimi colpi di coda” contenute nella nota rivolta contro il direttore. “L’espressione usata dai parlamentari fa immaginare che il lavoro che svolgo in questo ultimo scorcio del mio servizio alla Reggia venga visto con fastidio – afferma Felicori - quando io trovo che lavorare finché si è pagati è semplicemente un dovere”.

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