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Il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori

Il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori

Felicori: "Lascio una Reggia con una fiducia diversa"

Il manager a CasertaNews: "Sindacati? Ancorati ad idea parassitaria del monumento. Il nuovo ministro scelga tra i dirigenti pubblici il successore"

Un fulmine a ciel sereno quello dell'addio di Mauro Felicori alla guida della Reggia. Dal prossimo 1 novembre, infatti, il manager bolognese lascerà il plesso vanvitelliano a tre anni di distanza dall'inizio del suo incarico e con un anno di anticipo per i sopraggiunti limiti di età. 

Direttore Felicori. Tre anni dopo il suo arrivo a Caserta che Reggia ci lascia?

"Quando sono arrivato a Caserta ho trovato una Reggia rassegnata al suo declino, con i visitatori ai minimi storici. Oggi la Reggia è di nuovo al centro dell'attenzione nazionale, i visitatori sono raddoppiati ed il personale è molto più motivato. C'è un clima di rinnovata fiducia intorno alla Reggia ed è questo il frutto del lavoro di questi anni". 

Adesso la parola passa al Ministero per una nuova nomina. Cosa suggerirebbe?

"Consiglio al nuovo Ministro di seguire la strada di Franceschini e pescare tra i dirigenti pubblici del comparto culturale. Ce ne sono tanti nei Comuni e molti sono anche bravi. Con la riforma dei Musei siamo stati i primi ad essere inseriti alla guida dei nostri beni e posso dire che la cosa ha funzionato anche grazie alla visione concreta del museo in un rapporto con la città. Il rapporto con il territorio nasce da questo e dalla mia esperienza comunale perché un museo cresce se lo fa anche il territorio che ci sta intorno".

In tre anni qual è stato il momento più bello a Caserta?

"Tra i tanti mi viene da dire quello della presentazione degli spazi dell'aeronautica e della scuola della Pubblica Amministrazione restituiti alla Reggia con il primo ministro Renzi ed i ministri Franceschini e Pinotti. Lì è iniziato un percorso che si concluderà fra qualche tempo e che ci restituirà una Reggia davvero straordinaria. Quella è stata la prima tappa di un lungo percorso che ci ha portato anche alla consegna dei cantieri delle facciate ed altri progetti che si concluderanno per una Reggia ancora più bella".

E quello più brutto?

"Di sicuro il crollo del soffitto perché si è trattato di un evento imprevedibile e per questa sua natura inquietante".

Lei passerà alla storia come "il direttore che ha lavorato troppo". Come sono i suoi rapporti con i sindacati?

"I rapporti con i sindacati sono negativi come allora. Purtroppo c'è chi è ancora ancorato ad un'idea parassitaria dei beni culturali mentre io credo che siano una ricchezza per il territorio. La prima idea porta ad una disaffezione da parte dei cittadini verso il monumento mentre la seconda porta qualcosa in termini di indotto e turismo. Quando sono arrivato a Caserta sembrava che l'unico problema fossero le chiavi di Cosentino o le persone che occupavano alcuni alloggi nella Reggia. Oggi sembrano cose che appartengono alla preistoria eppure parliamo solo di qualche anno fa". 

Cosa le mancherà di Caserta?

"Da quando sono qui non è mai stato un rapporto professionale e basta. Fin dall'inizio è stato un rapporto sentimentale con la città. Penso di aver stretto la mano a tutti i casertani, con loro ho parlato ed ho condiviso. E' un rapporto d'amore e come tale è normale che mi mancherà tutto ... tranne il salame che non sapete fare ma ci sono tante altre cose buone".

Ed ora cosa farà dal 1 novembre?

"Fino al 31 ottobre resterò a Caserta per lavorare poi si vedrà. Vorrà dire che mi cercherò un lavoro". 

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