"Servono controlli nei luoghi di lavoro prima della riapertura, sindaco assente"

L'associazione 'Mondragone Bene Comune' si scaglia contro il primo cittadino: ecco le proposte per la "fase 2"

Il portavoce dell'associazione 'Mondragone Bene Comune' Gianni Pagliaro

"E’ partita la fase 2, quella chi ci obbliga a convivere con il coronavirus che durerà molti mesi, per poi arrivare a una fase tre di lunga e incerta durata. Ma proposito di fase due: qualcuno ha controllato la sanificazione degli ambienti di lavoro prima della riapertura?". A porre l'interrogativo è l'associazione 'Mondragone Bene Comune' (il cui portavoce è Gianni Pagliaro) che in una nota non le ha mandate a dire al sindaco Virgilio Pacifico.

"L’Istituto Superiore di Sanità ha stabilito che i principali luoghi di contagio sono stati e verosimilmente saranno: le residenze sanitaria assistenziali e le case di riposo, le abitazioni private, i luoghi di lavoro e gli ospedali - ricorda l'associazione - Bisognerebbe quindi porre l’attenzione verso gli ambienti chiusi ad alta densità e attraversamento di persone, mentre si continua a confermare una certa ossessione per il controllo dello spazio pubblico aperto e della libertà di attraversarli, puntando solo e sempre alla colpevolizzazione dei comportamenti individuali, non senza qualche eccesso e qualche abuso".

"Sono sempre di più coloro (e noi tra questi) che pensano che per uscire da questa situazione sia soprattutto necessario liberare e ripopolare in modo responsabile (e distanziato) gli spazi pubblici e rinforzare la sanità territoriale - continuano nella nota i membri dell'associazione mondragonese - Su quest’ultimo aspetto il sindaco Pacifico è stato finora particolarmente assente e neppure nella recente video lettura ha fatto accenno alla sanità territoriale. Perché il sindaco (inadempiente sul Centro operativo comunale) non informa la città sulle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e, in particolare, sulla quella di riferimento per Mondragone? E non ci informa sulla procedura per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, sul tracciamento dei casi e sul percorso per il tamponamento delle categorie a rischio? Chi deve informare la città su questo?". 

"Per quanto riguarda invece il ripopolamento responsabile degli spazi pubblici - aggiungono - occorre soprattutto pedonalizzare gran parte della città e riorganizzare i suoi spazi, liberandola dalle auto e puntando alla mobilità attiva a piedi o in bicicletta e alla micro-mobilità, sia per permettere a bar, pizzerie e ristoranti (e locali vari) di poter occupare con tavolini distanziati il suolo pubblico (abbonando loro la relativa tassa per qualche mese), sia soprattutto per ridare ai più piccoli, alle bambine e ai bambini (e, quindi, a tutti), la possibilità di chiudere tablet, telefonini e televisione e di 'prendere aria', di passeggiare, di giocare e di vivere di più all’aperto. Considerando anche che le stesse attività didattiche (quando sarà) si possano svolgere di più all’aperto, come le funzioni religiose e le attività culturali. E' necessario poi riorganizzare i tempi e i modi di vita della città, progettando un piano degli orari della città in grado di ampliare e differenziare gli orari di ingresso al lavoro, nelle scuole, nei servizi pubblici e privati, nei servizi commerciali, nel tempo libero e nella fruizione della cultura per evitare assembramenti e per rendere agevole il necessario distanziamento".

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"Infine è opportuno curare di più la nostra città, rispettando innanzitutto i beni comuni, troppo spesso subordinati a quelli privati, dicendo basta al consumo di suolo e convincendoci che un ambiente urbano è buono e vivibile se è fatto soprattutto di verde curato (pubblico o privato che sia) e di tanti alberi, di agricoltura urbana, di fontane pubbliche, di strade e di piazze pedonalizzate e ciclabili, di panchine, di lentezza e di sostenibilità, di pulizia, decoro e bellezza, di cultura diffusa, di solidarietà, di vicinato e di ritrovata comunità", concludono i membri dell'associazione 'Mondragone Bene Comune'.

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