Una fabbrica di fertilizzanti nella discarica abusiva più grande d’Europa

Ok dalla Regione alla 'Via' per la Alekos, ditta riconducibile all’imprenditore dei rifiuti arrestato Di Nardi

Un opificio per la produzione di ammendamenti agricoli (fertilizzati per il suolo, nda) nell’area nota come “ex Pozzi Ginori”, al confine tra Calvi Risorta e Sparanise, già sottoposta a sequestro nel giugno 2017 perché trasformata in una delle più grandi discariche abusive in Europa, come disse l’allora comandante regionale del Corpo Forestale Sergio Costa, ora ministro dell’Ambiente.

E su questo terreno che la Regione Campania, come denuncia il consigliere casertano dei 5 Stelle Vincenzo Viglione, ha dato il suo ok con un decreto dirigenziale del 5 febbraio scorso per l’assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (Via).

“Su un perimetro inserito nel piano regionale delle bonifiche e a tutt’oggi classificato come sito potenzialmente contaminato – accusa Viglione, segretario della Commissione Ambiente - come specificato nella delibera 831 del 2017, si vuole realizzare un impianto che rischia di compromettere maggiormente la zona in questione. Più che chiedere una Via, la Regione dovrebbe escludere ogni possibilità di realizzare nuovi insediamenti in questa zona”.

Una vicenda che si tinge anche di un secondo ‘giallo’. Lo stesso Viglione denuncia infatti come la società che vorrebbe realizzare l’impianto, la Alekos, “sarebbe riconducibile ad Alberto Di Nardi, arrestato nel 2016 con l’accusa di aver pilotato un appalto per la gestione dei rifiuti nel comune di Maddaloni. Una vicenda che rende ancor più inopportuna l’ipotesi di affidare proprio a questa società la realizzazione di un impianto di questa tipologia in un’area potenzialmente inquinata”.

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