Emergenza rifiuti, Marino rilancia il biodigestore

Il sindaco ribadisce la necessità dell'impianto. Cittadini furiosi per la mancata raccolta e l'arrivo della Tari

Il sindaco Marino si dichiara arrabbiato ma la colpa non è del Comune

Il sindaco di Caserta Carlo Marino rilancia il biodigestore di Ponteselice, su cui pende la decisione del Consiglio di Stato, alla luce dell'emergenza rifiuti che si sta vivendo in città. 

Il primo cittadino è intervenuto sulla spinosa questione attraverso la propria pagina Facebook sottolineando di essere arrabbiato come tutti i casertani ma anche spiegando che "questa situazione non dipende dal Comune. Abbiamo raggiunto un accordo con una società di Giffoni Valle Piana (interamente pubblica) per lo smaltimento dell’umido ma purtroppo allo Stir di Santa Maria Capua Vetere (struttura gestita da Gisec, società partecipata al 100% dalla Provincia) ai nostri camion non viene consentito di scaricare l’indifferenziato. Di conseguenza, se non scaricano i camion allo Stir non ci sono mezzi per raccogliere l’umido, la carta, il vetro o altri materiali. Sono circa 30 i Comuni che hanno i nostri stessi problemi ma dalla Gisec ci hanno assicurato che entro la fine del mese la situazione migliorerà sensibilmente. L’unica vera svolta per la nostra terra, la vera soluzione, è realizzare degli impianti adeguati ad un corretto smaltimento e recupero dei rifiuti, che ci consentano di non dipendere dagli altri e di evitare il riproporsi di nuove emergenze", conclude Marino. 

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Ma i cittadini sono infuriati non solo per i profumi che arrivano dalle strade e causati dalla raccolta a singhiozzo di luglio, con gli odori nauseabondi che peggiorano man mano che si alzano le temperature, ma anche per la rata della Tari che proprio in questi giorni sta arrivando nelle buche postali dei casertani che pagano per non ricevere il servizio. Il danno e la beffa. 

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