Elezioni 2020. Fecondo raccoglie la sfida di Velardi: "Candidato sindaco? Perché no..."

L'ex sindaco risponde al collega che aveva invitato lui ed altri 3 a scendere in campo

“Candidato a sindaco? Perché no, ne parlo con Flora ed i bambini”. E’ la risposta che Filippo Fecondo, ex sindaco di Marcianise, ha rivolto ad un suo ‘ex collega’ Antonello Velardi, dopo il guanto di sfida lanciato in mattinata dal giornalista, invitando, oltre Fecondo, anche Dario Abbate, Antonio Tartaglione ed Alessandro Tartaglione a candidarsi.

Fecondo, che è stato tra i fautori della candidatura a sindaco di Velardi nel 2016 e tra coloro che hanno poi lavorato per porre fine alla sua amministrazione comunale tre anni dopo, sembra dunque voler raccogliere la sfida che gli è stata lancita. “Mi invitano a candidarmi a sindaco, in modo sarcastico, con tono di sfida - ha commentato Fecondo su Facebook - Chi lo fa ritiene che io sia stato uno degli artefici della caduta dell’ultima amministrazione. Come al solito mi si sopravvaluta. Sono stato sicuramente vicino a chi, della maggioranza amministrativa, ha coraggiosamente messo la parola fine a una esperienza amministrativa fallimentare. Cinque consiglieri comunali che hanno preferito rinunciare al loro ruolo di amministratori di maggioranza, pur di mettere fine alla catena di errori che una conduzione dissennata, privatistica, dilettantesca, priva di una visione complessiva della città, stava inanellando. Cinque consiglieri che, insieme alla maggioranza del Consiglio, non hanno, come si è tentato di far credere, pugnalato alle spalle un Sindaco ma lo hanno invitato a discutere, prima per mesi e poi su una Mozione di sfiducia presentata in Consiglio comunale, analitica, ben documentata, che rimarrà nella storia degli atti amministrativi della nostra città”. 

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Ed aggiunge: “Mi invitano a candidarmi a Sindaco, con tono sarcastico, con tono di sfida, dimenticando che, se solo avessi voluto, la candidatura a Sindaco la potevo ottenere nel 2016. Invece, lavorai, insieme ad altri, ad un progetto per portare alla guida della città una persona che stimavo da sempre, un professionista bravo. Un vecchio Politico mi diceva che una persona la conosci veramente quando la vedi impegnata in politica e, soprattutto, in amministrazione, solo allora capisci chi è veramente. Vero. Quello è il luogo delle decisioni, delle scelte, della verità. In quel luogo viene fuori chi veramente sei. Puoi accorgerti e appalesarti come una persona coraggiosa, una persona perbene, una persona buona, un’altruista, che sa sacrificarsi, un saggio, un leader carismatico, che ama affermare la verità dei fatti, con una grande capacità propositiva; oppure, come un vigliacco, un disonesto, un cattivo, un egoista, un opportunista, uno stolto senza nessun carisma, dissimulatore,  inconcludente. In quel luogo, quello delle decisioni, dove l’esercizio del potere può essere eccitante o disperante, esce fuori chi sei veramente. Infine, però, contano i risultati amministrativi che si riescono a produrre per la Comunità che si amministra. L’esperienza mi insegna, però, che difficilmente le peggiori delle qualità sopra elencate portano a risultati amministrativi soddisfacenti. Mi invitano a candidarmi a Sindaco, con tono sarcastico, con tono di sfida e la cosa, mentre scrivo, comincia a solleticarmi in modo positivo. Perché no. Ne parlerò con Flora e con i bambini”.

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