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Complesso della Maddalena nel degrado: "Sprecati 7,5 milioni di euro"

Il candidato sindaco Eugenia D'Angelo (Il Basilisco): "Vogliamo che questo edificio, oggi abbandonato e utilizzato dai vagabondi che invece dovrebbero ricevere assistenza dalle istituzioni, diventi una casa per le associazioni aversane"

E’ una storia di sprechi e degrado quella del complesso della Maddalena, al cui interno è presente, in condizioni di assoluto abbandono, l’edificio del Leonardo Bianchi. L’immobile di proprietà comunale, per il movimento civico ‘Il Basilisco’, è uno dei progetti da cui l’amministrazione di Aversa deve ripartire per garantire sostegno al mondo associazionistico e al comparto culturale cittadino.

"Basta fare un giro nelle aree della Maddalena - fanno sapere dal movimento 'Il Basilisco' - per rendersi conto della gravità della situazione: edifici semidistrutti e utilizzati dai senza tetto come ricovero occasionale circondati da rifiuti e materiali di scarto edilizio che opprimono anche dipendenti e utenti degli uffici sanitari presenti".

Eppure, come sottolinea Eugenia D’Angelo, candidato sindaco del movimento ‘Il Basilisco’ la precedente amministrazione ha sprecato l’occasione di recuperare gli immobili comunali e rilanciare l’intero complesso restituendolo alla fruibilità dei cittadini: "Il sindaco Golia e l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Villano hanno sprecato 7 milioni e mezzo di euro per interventi e opere in città come l’orrenda ristrutturazione di piazza Marconi, le luci d’artista e il rifacimento del giardino di Palazzo Orineti, utile solo ai costruttori interessati a rivalutare l’area dei lavori. Soldi che si sarebbero potuti spendere per restituire alla cittadinanza un immobile strategico".

Chiara la proposta programmatica del Basilisco che punta al recupero strutturale del Leonardo Bianchi: "Vogliamo che questo edificio, oggi abbandonato, torni ad essere frequentato dai nostri giovani. Vogliamo che queste stanze - continua la candidata D'Angelo -, oggi vuote o utilizzate dai vagabondi che invece dovrebbero ricevere diversa assistenza dalle istituzioni, diventino una casa per le associazioni aversane che reclamano spazi per le loro attività. Spazi fino ad oggi negati a causa della miopia della politica aversana che ha favorito e intende continuare a favorire solo gli amici che non organizzano alcuna attività utile ma sanno solo portare i voti nel momento elettorale".

Ultimo tassello per la valorizzazione del Leonardo Bianchi e del complesso della Maddalena sarà l’istituzionalizzazione del Museo della Psichiatria Normanna: "Ad Aversa è nata la prima casa di cura per malati di mente. Con questo museo puntiamo a recuperare la storia della nostra psichiatria cittadina e ad evitare la distruzione del materiale archivistico costituito dalle cartelle cliniche che oggi sono abbandonate all’umidità e ai topi salvando un patrimonio storico e umano di fondamentale importanza", conclude Eugenia D'Angelo.

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