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Renato Labriola, Del Vecchio, Mirra e Manna

Renato Labriola, Del Vecchio, Mirra e Manna

Avvocati, le elezioni si tingono di giallo. Il Cnf 'rinvia' la decisione sugli esclusi

Non arriva il congelamento (auspicato) di Del Vecchio, Manna e Mirra. E neanche il rinvio delle elezioni richiesto da Labriola. I 3 restano fuori dalla competizione

Non finiscono i colpi di scena in vista delle elezioni all’Ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere che inizieranno lunedì 28 gennaio. Dopo l’esclusione da parte della commissione elettorale presieduta da Franco Buco, oggi l’avvocato amministrativista Renato Labriola è partito alla volta di Roma per presentare immediato ricorso al Consiglio nazionale forense per conto di Angela Del Vecchio, Patrizia Manna e Antonio Mirra (tutti candidati del gruppo ‘Dignità forense’) che erano stati esclusi dalla competizione. 

Ma al termine di una giornata frenetica, il Cnf non si è riunito per discutere l’istanza, rinviando tutto al 31 gennaio (prima data disponibile) quando però la contesa sarà quasi chiusa (è l’ultimo giorno utile per votare). A nulla sono valsi anche i tentativi avanzati di rinviare il voto di lunedì: il presidente del Cnf non ha voluto assumersi questa responsabilità.  

I tre candidati sono stati esclusi in base al decreto legge numero 2 del 10 gennaio 2019, che ha previsto l’impossibilità ad essere eletti per coloro che hanno già svolto due mandati consecutivi per un periodo superiore a due anni. 

La posizione dei ricorrenti, però, è di differente avviso. Secondo loro “il primo mandato espletato dai ricorrenti è durato un anno, dieci mesi e 22 giorni” essendo terminato al 31 dicembre 2013, anche se “la consiliatura si è prorogata in regime di mera gestione ordinaria sino al 31 dicembre 2014. Il secondo mandato è durato invece due anni, un mese e 17 giorni per l’avvocato Mirra; due anni, un mese e 22 giorni per gli avvocati Del Vecchio e Manna”. 

Secondo i ricorrenti, inoltre, c’è stato anche un comportamento “scorretto del del presidente della commissione elettorale che ha convocato i lavori della Commissione solo in data 24 gennaio 2019 con l’evidente scopo di comprimere e limitare il diritto di difesa dei ricorrenti nel malcelato tentativo di  impedire la partecipazione degli stessi alle elezioni” sottolineando, inoltre, come la decisione di escludere i candidati sia stata adottata “non all’unanimità”. Ma di tutto questo non si è potuto discutere, lasciando un’ombra sul voto che si andrà ad aprire lunedì. Anche perché, a questo punto, l’ipotesi (ventilata già nelle ore successive al provvedimento della commissione elettorale) che possa scattare anche una denuncia penale da parte degli esclusi prende ancora più corpo.

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