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Povertà sommerse: anziani e malati ancora più fragili, disagi in aumento anche per chi ha un lavoro

Il dossier della Caritas diocesana in collaborazione con l'Università: preoccupa soppressione del reddito di cittadinanza

Donne in una fascia di età compresa tra i 55 ed i 64 anni e disoccupate. Questo l'identikit dei nuovi poveri in provincia di Caserta elaborato dalla Caritas Diocesana in collaborazione con l'Università Vanvitelli. 

Lo studio sulle povertà sommerse

Il dossier è stato presentato nell'aula magna della sede dell'Ateneo di viale Ellittico a Caserta alla presenza del vescovo, monsignor Lagnese. Lo studio, coordinato dal professor Francesco Izzo, ha preso in considerazione un campione di 1835 persone (1346 italiane e 489 straniere) incontrate nei 47 centri d'ascolto della Caritas distribuiti su 10 comuni e che fanno capo a 67 parrocchie della provincia di Caserta. Va detto che nel 2023 complessivamente sono state 9700 le persone che si sono rivolte ai centri d'ascolto, dove operano 365 volontari: "uno per ogni giorno dell'anno" ha detto il vescovo Pietro Lagnese nel corso della presentazione dell'analisi. Circa il 36% del campione considerato si è rivolto ai centri d'ascolto della Caritas per la prima volta negli ultimi due anni.

Più donne straniere. Anziani in difficoltà

Da un'analisi meramente quantitativa, a rivolgersi ai centri d'ascolto sono prevalentemente donne: il 66% del campione analizzato. Una quota che cresce se si considerano gli stranieri: 15 punti percentuali in più degli italiani. La fascia d’età prevalente all’interno del campione è quella compresa fra i 55 e i 64 anni (26,5%), indicando una tendenza all’aumento delle difficoltà e dei disagi al crescere dell’età. Nel caso dei cittadini stranieri, la fascia prevalente è invece quella fra i 35 e i 44 anni. Significativa, nel caso dei cittadini italiani, la quota degli over 65 (oltre il 18%).

Dove vivono i 'nuovi poveri'

Il campione si divide in maniera quasi perfetta tra il Capoluogo e le città limitrofe ricomprese nel territorio della Diocesi. In città si assiste ad una prevalenza di stranieri (2 su 3) mentre in provincia aumenta il disagio tra gli italiani. I comuni con il maggior numero di utenti, dopo Caserta, sono Maddaloni e Marcianise, per i cittadini italiani; Maddaloni e San Nicola la Strada, per i cittadini stranieri. 

I migranti

Per quanto riguarda la comunità straniera, lo studio evidenzia una prevalenza di ucraini, il cui flusso migratorio è aumentato dopo l'invasione russa nel frebbraio 2022, poi albanesi, filippini e senegalesi. Questi quattro paesi di provenienza unitamente al Kirghizistan coprono l'80% del campione di analisi. Quasi tutti i migranti hanno un permesso regolare ma, si evidenzia, quelli che non godono di un regolare permesso di soggiorno preferiscono non rivolgersi ai centri d'ascolto temendo gli effetti dalle registrazione. 

Aumentano i 'lavoratori poveri'

Stando ai dati, poco più dell’11% delle persone che si recano in un Centro d’Ascolto ha un contratto di lavoro regolare, e solo per il 4,6% il rapporto è a tempo indeterminato. Un dato che testimonia l'aumento i poveri che lavorano, i working poor, schiacciati da inflazione e costi dell’energia. 

Oltre uno su cinque degli “ascoltati” dalla Caritas diocesana è un occupato irregolare e uno su cinque è un disoccupato in cerca di lavoro. A chi non cerca lavoro o non può cercarlo perché inabile – gli “scoraggiati”, ovvero i disoccupati che non cercano lavoro sono poco meno del 4% – sono da aggiungere le molte donne “chiamate” ad assolvere attività domestiche, in molti casi perché impegnate nella cura dei figli: una quota del 23,3% del campione è riconducibile alla classe delle “casalinghe”. 

Cure mediche, costi della vita e reddito di cittadinanza: i fattori di vulnerabilità

A mostrare la maggiore vulnerabilità sono le famiglie con figli minori, quelle con patologie mediche (soprattutto italiane) e debiti accumulati (soprattutto straniere). La casa e i costi di fitto e di gestione sono non poche volte fonte di difficoltà e di preoccupazioni per le famiglie del campione. Va segnalato, infine, che a destare non poche preoccupazioni per il presente e il futuro prossimo è il provvedimento del governo nazionale che ha cancellato la misura del reddito di cittadinanza: il 19,2% delle famiglie italiane e il 10,4% di quelle straniere lo ha percepito nel corso dell’anno.

La sfida del vescovo

A margine della presentazione il vescovo Pietro Lagnese ha lanciato la sfida: "ci sono tanti fragili che non riusciamo a vedere - ha detto - Un disagio economico ma anche psichico che va intercettato per dare aiuto a chi non ha la forza di bussare alla nostra porta". 

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