Venerdì, 24 Settembre 2021
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Donazione di organi, la provincia di Caserta è tra le meno generose d'Italia

Solo il 40,94% di consenso in Terra di Lavoro. Tra i comuni messi peggio ci sono Santa Maria Capua Vetere (35,71%), Vitulazio (27,71%) e Mondragone (29,55%). Ecco le classifiche dell'Indice del Dono 2020

La provincia di Caserta al penultimo posto nell'Indice del Dono 2020, il rapporto del Centro nazionale trapianti che fotografa i dati delle dichiarazioni di volontà sulle donazioni registrate negli ultimi 12 mesi nei Comuni italiani al momento del rinnovo della carta d'identità. In Terra di Lavoro solo il 40,94% dichiara di essere disponibile a donare organi e tessuti. Tra le province, in prima posizione troviamo Nuoro (62,77%) davanti a Belluno (60,11%) e Trento (59,39%); all'ultimo posto, invece, Foggia (40,86%).

Indice del Dono 2020, i dati per Comune

Sassari, con un tasso di consenso superiore all'80%, ha raggiunto il miglior risultato complessivo tra le città con più di 100mila abitanti (punteggio finale di 60,03%), superando sul podio Livorno (59,02%) e Trento (58,50%). Milano è diciottesima, ventisettesima Roma, entrambe con un indice vicino alla media nazionale (che è di 52,86%). In fondo alla classifica, alle spalle di Palermo (43,89%), Napoli (42,54%), Reggio Calabria (41,43%) e Catania (40,36%), troviamo invece Foggia (38,92%). Tra i comuni medio-grandi (30-100mila abitanti), il primato è conquistato da Merano (provincia di Bolzano, 64,01% di consenso); mentre nella 'Top 10' dei comuni meno generosi al primo posto Manfredonia (24,71%), seguita da Afragola (32,27%) e Santa Maria Capua Vetere (35,71%). Tra i comuni medio-piccoli (5-30mila abitanti), il primato va a Primiero San Martino di Castrozza (provincia di Trento, 71,98%); percentuali negative invece per Vitulazio (27,71%) e Mondragone (29,55%). Tra i comuni piccoli (meno di 5mila abitanti) il primato è stato conquistato da Ustica (provincia di Palermo, 80,55%); mentre tra i paesi fanalino di coda compare Pratella (26,52%).

Indice del Dono 2020, i dati aggregati per regione

Dai dati dell'indice, realizzato tenendo conto di una serie di parametri tra cui la percentuale di consenso alla donazione e il numero di dichiarazioni registrate rispetto alle carte d'identità emesse, emerge una forte differenza tra Nord e Sud, come confermano i risultati aggregati per regione: provincia autonoma di Trento (59,39%), Valle d'Aosta (59,32%), Sardegna (57,73%), Veneto (54,63%), Friuli in testa (54,42%) e Toscana (53,51%) in testa, mentre in coda, alle spalle di Basilicata (46,13%), Calabria (45,31%) e Campania (44,98%), c'è la Sicilia (44.92%). La media nazionale del consenso alla donazione degli organi si attesta al 52,86%.

Preoccupa l'aumento delle opposizioni

Nel 2020 i Comuni hanno registrato complessivamente 1.730.904 dichiarazioni di volontà, un dato in calo del 32% rispetto al 2019 sul quale ha influito il lockdown della scorsa primavera, che ha determinato un forte rallentamento delle attività nelle amministrazioni locali nel rilascio delle carte d'identità e, di riflesso, delle volontà registrate. Più del 50% dei maggiorenni che rinnovano la carta d'identità si esprime sulla donazione, ma cresce il tasso di opposizione: più di 3 cittadini su 10 si dichiarano infatti contrari (34% i "no" censiti nel 2020 contro i 32.8% dell'anno precedente). "L'aumento delle opposizioni alla donazione potrebbe essere insostenibile a lungo termine - commenta Massimo Cardillo, direttore del CNT - Abbiamo bisogno di scendere sotto questa soglia perché troppi potenziali donatori escono dal processo a causa di un "no" espresso in vita. Per questo, rinnovo l'appello ai cittadini ad avere maggiore fiducia nel nostro sistema, uno dei migliori in Europa, consentendoci di salvare la vita a migliaia di pazienti in attesa di un trapianto".

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