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Dissesto bis tra crediti da cancellare e 'altre criticità': tutti i dubbi dei revisori

L'ex assessore Spirito tuona: "Tagliano i servizi, ma coprono quasi tutta la spesa con un mutuo che sarà pagato dalle future amministrazioni"

La nuova ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato che è stata impacchettata e spedita al Ministero per la seconda volta in tre mesi da parte dell’amministrazione comunale di Caserta non sembra aver chiuso ancora la partita sul secondo dissesto varato dalla maggioranza guidata dal sindaco Carlo Marino. Almeno stando a quanto traspare dalla relazione dei revisori dei conti, consegnata ai consiglieri comunali appena 24 ore prima della seduta di venerdì scorso. 

I dubbi dei revisori

E proprio spulciando la relazione sembra che la situazione non sia ancora rosea per le casse dell’Ente. In primis i revisori (Michelina Bruno, Bruno D’Agostino e Pietro Losco) sottolinea come con la nuova ipotesi di bilancio “vengono superate alcune delle criticità rilevate dal Mef”. E proprio quel termine “alcune” lascia pensare che su altri fronti ci sia ancora qualcosa da rivedere. Ma dubbi restano anche sulla gestione del fondo crediti di dubbia esigibilità, cioè di quei soldi che il Comune di Caserta dovrebbe incassare ma che difficilmente riuscirà a farlo, visto che, per alcuni, si tratta di crediti molto lontani negli anni. I revisori “rilevano che l’Ente ha calcolato un minor accantonamento al fondo rispetto alla percentuale minima di accantonamento previsto dalla legge”. Ergo, secondo il collegio, sono messi in bilancio ancora dei soldi che, per legge, dovrebbero essere stralciati e cancellati, in quanto non saranno mai incassati. Ma non finisce qui. Perché sembra quasi esserci un “sussulto di entusiasmo” leggendo della presenza di azioni per un valore di 103mila euro relative alla partecipazione azionaria nella “Innovazione e sviluppo integrato Provincia di Caserta soc. cons.” mentre si sottolinea come “l’Ente non ha ancora provveduto alla ricognizione di tute le partecipate del possedute individuando quelle che devono essere dimesse”. Cosa che, sottolinea il collegio, sarebbe dovuto avvenire entro il 30 settembre 2017.

L’ex assessore: “La vera causa del dissesto non è stata cancellata”

Dagli atti consegnati, poi, emerge chiaramente come i 32 milioni del dissesto finanziario saranno coperti quasi interamente con un mutuo aperto con la Cassa Depositi e Prestiti. “Ed è questo che la città deve sapere - tuona l’ex assessore Nello Spirito-. Non c’è un po’ di risparmio negli atti di questa amministrazione, che decide di coprire interamente la spesa del dissesto con un mutuo che sarà pagato dalle future generazioni. Questo nonostante siano stati programmati tagli su spese e servizi tra i 7 ed i 10 milioni di euro nei prossimi anni”. Ed aggiunge: “Questa nuova ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato sarà nuovamente respinto dal Ministero stando a quanto hanno messo nero su bianco i revisori. Negli atti del bilancio non sono ancora state individuate le vere cause del dissesto. Non capisco perché non si metta mano alla gestione dei rifiuti, ai costi che vengono pagati per il servizio. Anche perché nei prossimi anni saranno ancora meno le persone che pagheranno le tasse sui rifiuti: quelli che prenderanno il reddito di cittadinanza, potranno mai pagare la bolletta che gli verrà spedita dal Comune? Di questo passo non faremo altro che accumulare dissesto su dissesto”. 

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