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Discariche abusive di rifiuti a Bagnara di Castel Volturno

Discariche abusive di rifiuti a Bagnara di Castel Volturno

Discariche abusive a Bagnara, il dossier del degrado arriva in Procura | FOTO

L'Sos degli 'Osservatori civici della Terra dei Fuochi': "Fermate subito gli sversamenti di rifiuti"

Discariche a cielo aperto che rischiano di trasformarsi in pericolose bombe ecologiche a causa dei frequenti roghi: è la situazione di degrado che attanaglia Bagnara di Castel Volturno. La denuncia arriva dal gruppo degli 'Osservatori civici della Terra dei Fuochi' che ha inviato una missiva alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al Ministero dell'Ambiente, all'Asl di Caserta e al sindaco Luigi Petrella per chiedere un immediato ripristino dello stato dei luoghi e un intervento per fermare gli sversamenti abusivi di rifiuti.

Tra le strade maggiormente colpite dal degrado ambientale si segnalano viale Giovanni Duprè (angolo con viale Antonio Federighi), via Raffaele Romanelli e viale Giuseppe Carlo Plura. "Servono azioni risolutive e non proclami - afferma Giuseppe Sapio, osservatore civico della Terra dei Fuochi - azioni necessarie per preservare la natura dallo scempio creato dai cittadini incivili. L’amore, l’attenzione per il territorio e la prevenzione dei reati ambientali, piccoli o grandi che siano, devono essere pane quotidiano per chi amministra un Comune".

La problematica rifiuti che investe Bagnara di Castel Volturno, non è certamente nuova all'amministrazione comunale castellana. "Esattamente due mesi fa ho segnalato al Comune, con tanto di reportage fotografico, una vasta area adiacente il depuratore consortile dove si concentrano rifiuti di ogni genere: plastica, ingombranti, elettrodomestici, scarti edilizi, per passare poi a quelli altamente inquinanti come lastre di catrame e di eternit (con presumibili fibre d’amianto) - spiega Sapio - Il tutto a cielo aperto e alla portata di chiunque passi in zona, lungo i bordi delle varie strade. Inoltre è stato notato del liquido in risalita dal terreno con strane colorazioni e striature. Al nostro esposto sono seguiti, nei primi giorni di marzo, sopralluoghi singoli e congiunti da parte degli addetti comunali, con tanto di relazioni, comunicazioni e localizzazione dei vari siti". Ma, secondo quanto denunciato da Giuseppe Sapio, ad oggi "è stato rimosso solo qualche ferro vecchio e qualche ingombrante".

"La metamorfosi più eclatante è avvenuta al cumulo dei rifiuti ingombranti (compreso una barca) adiacenti via Carlo Giuseppe Plura, sulla strada comunale che si trova all’ingresso del depuratore consortile - aggiunge - Una mano pietosa e anonima ha pensato bene di risolvere il problema ambientale dando fuoco a tutto ciò che era presente nel sito. Il fuoco ha sprigionato diossina nella zona oltre ad altri inquinanti". Da qui la nuova richiesta. "E' necessario che venga attuata con urgenza la messa in sicurezza della zona, soprattutto dove si registra la presenza di lastre di eternit, altamente pericolose per il territorio e i suoi abitanti"; e poi ancora "che vengano chiuse le strade di accesso e installate fototrappole".

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