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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Attualità Santa Maria Capua Vetere

Lavoratori del cimitero senza ‘busta paga’. Il sindacato: “La ditta va cacciata”

Roccolano (Fiadel): “Presentato report ad ottobre, dal sindaco solo silenzio. Ora allerto Asl, Ispettorato ed Anac”

Si accendono gli animi tra il sindacato Fiadel, il Comune e la Multiservice Group di Saviano, la ditta che gestisce i servizi cimiteriali a Santa Maria Capua Vetere. Alla base dei ‘tumulti’ ci sarebbe la violazione da parte della ditta degli obblighi previsti nel capitolato d’appalto.

“La ditta è inadempiente e il Comune lo sa bene – sottolinea il subcommisario regionale della Fiadel, Antonio Roccolano – Pur essendo pagati regolarmente (i lavoratori, ndr) non sappiamo qual è il contratto collettivo nazionale che è stato applicato ai lavoratori né tantomeno sappiamo se sono stati riconosciuti gli assegni familiari. I lavoratori non hanno una busta paga da anni, non conoscono il loro inquadramento. Inoltre vivono una serie di disagi, pregressi, legati alle condizioni igienico-sanitarie".

L'appalto per i servizi cimiteriali, affidato alla Multiservice Group, scadrà a giugno 2020. Tuttavia il rischio che il servizio pubblico essenziale possa bloccarsi è alquanto elevato, dato che i lavoratori più volte hanno manifestato il proprio disappunto. L'attacco di Roccolano è indirizzato soprattuto al Comune guidato dal sindaco Antonio Mirra che "continua a fare orecchie da mercante", come sottolineato dal sindacalista, nonostante nel mese di ottobre 2019 quest'ultimo abbia inviato al primo cittadino una relazione contenente tutte le inadempienze della ditta appaltatrice. 

"La ditta doveva consegnare al Comune i contratti di lavoro di tutti i dipendenti, ma in due anni non l’ha mai fatto. Nonostante abbia più volte fatto pressing sul sindaco, sul dirigente e sull'assessore, che avrebbero dovuto far fronte al controllo degli obblighi del capitolato d'appalto, non sono mai stati presi provvedimenti. Nessuna sanzione dal Comune alla ditta, ma addirittura l'Ente ha dato alla ditta ulteriori 20 giorni per apportare quelle migliorie che la ditta invece avrebbe dovuto effettuare già due anni fa. Inoltre la ditta non si è mai presentata ai tavoli tecnici convocati per ben tre volte dal Comune. La mia perplessità è che c'è interesse di tenere l'azienda nonostante le inadempienze violate".

"Oggi ho chiesto la rescissione del contratto d’appalto, perché gli obblighi sono stati disattesi - conclude Antonio Roccolano - A breve chiamerò in causa anche l'Asl, l'Ispettorato del lavoro e l'Autorità nazionale anticorruzione".

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