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I volontari della Protezione civile di Trentola

I volontari della Protezione civile di Trentola

Il giallo delle dimissioni dalla Protezione civile, l'ex coordinatore svela: "Ecco cosa ha fatto il sindaco"

Costanzo: "Prima ha cambiato le chiavi del Comune senza avvisarci, poi ci ha minacciati dopo il rifiuto di collaborare ad una festa privata di un suo consigliere..."

La riattivazione della ‘nuova Protezione civile’ a Trentola Ducenta ha portato un po’ di malumori, soprattutto in coloro che dopo l’elezione del sindaco Andrea Sagliocco sono stati ‘costretti’ a dare “strane dimissioni”.

A cercare di fare chiarezza, o comunque dando la propria versione dei fatti, è l’ex coordinatore Michele Costanzo che quindi ‘svela’ il perché di queste ‘strane dimissioni’ rivolgendosi direttamente al capo dell’esecutivo: “La prima cosa che ha fatto Sagliocco è stata quella di cambiare le chiave del Comune nonostante avesse cose ben più importanti da fare – dice Costanzo – dimenticando, o forse facendolo di proposito, che nella casa comunale ci fosse la sede operativa della Protezione civile che in mancanza di queste chiavi non avrebbe potuto più svolgere i compiti che gli spettano nel caso il comune fosse chiuso come il controllo di comunicazioni da e per Regione Campania; addestramento volontari; aggregazione volontari; intervento in caso di emergenza; uscita automezzi, previsione e prevenzione”.

E pensare che nonostante vari solleciti “nelle settimane seguenti siamo stati completamente ignorati dal sindaco e da tutto il suo staff, che ci ha tenuto in considerazione solo per annaffiare le piante e per farci portare le nostre attrezzature (panche e tavoli) per le varie feste private, autorizzate da Sagliocco: compiti che non spettano ai volontari e che di conseguenza ci siamo rifiutati di svolgere. In passato abbiamo svolto servizi simili, ma dopo le restrizioni dateci dal Dipartimento di protezione civile (D.L.gs. n 1/2018) ci siamo dedicati alla formazione per i vari scenari di emergenza che potrebbero colpire il nostro territorio e al piano comunale di emergenza redatto in collaborazione con i Commissari prefettizi. Ciò che ci ha portato in ultimo alle dimissioni è stata la minaccia (è la versione di Costanzo, Sagliocco qualora voglia potrà sempre replicare) da parte del sindaco di una denuncia ai carabinieri per esserci rifiutati di svolgere servizio durante la festa privata di un suo consigliere. Ciò denota una completa non conoscenza dei compiti della Protezione Civile da parte del primo cittadino e delle persone che la circondano. Ecco quindi il perché delle ‘strane dimissioni’ mie e degli ex volontari che ho avuto l’onore di rappresentare per ben 8 anni”.

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