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L'avvocato Ottavio Pannone

L'avvocato Ottavio Pannone

Ordine degli avvocati, Pannone chiede il commissariamento

Attacco a Russo: “Bisogna mandare gli atti al Consiglio Nazionale”

Mentre continua la disputa tra i vecchi compagni di squadra della “maggioranza” in seno all’Ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere, con reciproci attacchi sui social, il Consiglio è in posizione di stallo e dopo il netto intervento di Dignità Forense, che chiede la chiusura della consiliatura, l’avvocato Ottavio Pannone si rivolge al presidente Adolfo Russo e sferra un nuovo attacco.

“Solo negli ultimi giorni sono state presentate le dimissioni dal segretario e dall’ex presidente, che, pur con la loro “onestà intellettuale, evocata da Russo, hanno richiamato la “situazione drammatica” ovvero “i numerosi deliberati rimasti privi di efficacia”. Ma, vale pur evidenziare che proprio le continue mancanze delle riunioni consiliari (un tempo settimanali ed oramai sempre più diradate nel tempo) mettono in luce una incapacità di gestione, anche delle semplici procedure ordinarie, evidenziando negligenza nell’accumulo e nei ritardi delle questioni da trattare. Uno stato di cose che non mi meraviglia affatto. Se sol si considera, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, che un praticante che ha presentato domanda da ben quattro mesi, non è stato ancora iscritto. Insomma, se il segretario (ex) Palmirani (come del resto ha fatto il presidente –ex- Iaselli) ha deciso di “abbandonare la imbarcazione”, denunciando, tra le altre cose (ma così tardivamente), “i numerosi deliberati rimasti privi di efficacia”, “la situazione incresciosa in cui versavano e continuano a versare i vari uffici giudiziari del circondario” … le “modalità di azione o meglio di non azione” … la presenza di “una rappresentanza, nella sua maggioranza, sorda di fronte alle loro voci ed impermeabile a qualsiasi tentativo di operare” … tale posizione mette in luce (e solo parzialmente) la incapacità di funzionamento del Consiglio. Situazione che, è inutile ricordare, corre indietro nel tempo, come da noi sempre rappresentato senza essere ascoltati (e basterebbe il semplice rinvio alla corposa documentazione agli atti dell’Ufficio che per completezza richiamiamo). Ed infatti, già i semplici rilievi di Palmirani (assolutamente tardivi!) rimarcano e confermano, seppur parzialmente, le ripetute denunce presentate e da noi formalizzate nel corso del tempo. Per cui assolutamente pretestuoso appare oggi il riferimento ad una “urgenza ed indefettibilità” delle trascurate questioni amministrative, dopo aver scelto ed imposto la comoda strada di saltuarie riunioni, lasciando da parte temi e gravosi problemi esistenti, omettendo di esaminare del tutto le continue osservazioni degli Avvocati”. Insomma, ferma la riserva di ulteriori ampliamenti, vista la “drammatica situazione” e tutti gli elementi confermativi di tutte quelle mancanze e negligenze che noi denunciamo da lungo tempo e che testimoniano la impossibilità di proseguire nel cammino consiliare, accertato che il Consiglio non è in grado di funzionare l’unica strada da percorrere resta quella del commissariamento”.

E per questi motivi Ottavio Pannone chiede la immediata trasmissione degli atti al Consiglio Nazionale Forense, “senza indugio ed inutili rinvii che comporterebbero solo ulteriori danni alla Classe. Ebbene, se si considera che neanche la riunione del 12 febbraio ha sortito effetto, è oramai necessario, anche per consentire il ricorso ad una vera rappresentanza della Classe, nell’esclusivo interesse degli Avvocati, disporre il rinvio degli atti al CNF, per i provvedimenti di competenza, onde porre fine alle mancanze ripetutamente rappresentate”.

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