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Dimissioni all'ordine degli avvocati, Sadutto: "Mero calcolo di potere"

La tesoriera accusa gli ex componenti del Consiglio: "Dimessi per potersi ricandidare"

"Mero calcolo di potere" da parte dei consiglieri dimissionari dell'ordine degli avvocati, Renato Iaselli, Renata Puoti e Mario Palmirani. E' questa l'accusa lanciata dalla tesoriera dell'ordine forense di Santa Maria Capua Vetere Annamaria Sadutto che in una nota svela il retroscena su quelle che potrebbero essere le reali ragioni dietro le dimissioni in massa.

Secondo Sadutto i tre consiglieri avrebbero rassegnato le proprie dimissioni dalla carica in maniera così repentina "prima del trascorrere dei due anni e un giorno di mandato (inizio febbraio 2021) per potersi ricandidare alla prima occasione utile per un altro quadriennio".

"Costoro - prosegue Sadutto - gravitano da oltre sei anni all’interno del Consiglio dell’Ordine e non è assolutamente necessario essere VicePresidente, Segretario e componente di Commissione per svolgere la attività professionale. Se si manifesta la disponibilità a svolgere tali funzioni è per “lavorare ed essere al servizio della classe”; dunque, tre rappresentanti istituzionali con cariche di rilievo, soprattutto nel momento di difficoltà, avrebbero dovuto continuare a svolgere il proprio ruolo e non dimettersi “calcolando” il momento di tali dimissioni in relazione ad una “scadenza” personale. Non si può abbandonare la nave in tempesta - tuona la tesoriera - come la storia ha insegnato l’unica battaglia persa è quella non combattuta".

Per Sadutto "la battaglia (dei tre dimissionari nda) da combattere non era quella per la classe. In realtà quando i tre dimissionari si sono resi conto di non poter giocare la partita secondo le loro regole se ne sono andati portando via con sé anche il “pallone”. Sì perché a causa delle loro dimissioni il Consiglio non raggiunge il numero legale necessario per la regolarità delle sue riunioni (come già successo l’altro ieri giovedì)".

"Spero che questo “calcolo” non sia stato realmente previsto e voluto dai dimissionari in vista di imminenti possibili commissariamenti e nuove elezioni ed auspico che il senso di responsabilità della minoranza prevalga sul desiderio di avvalersi di tale condizione. La presenza e la partecipazione di tutti i consiglieri - nessuno escluso - alle attività di gestione sono più che mai necessarie per consentire il prosieguo dell’attività dell’Ente (rilascio certificati di compiuta pratica iscrizioni, albo praticanti, albo avvocati, albo difensori di ufficio, rilascio pareri, gratuiti patrocini, giuramenti etc. etc.) che, anche in considerazione della crisi sociale, economica e professionale dovuta alla pandemia, deve continuare a lavorare e a fare gli interessi di tutti gli avvocati”, conclude Sadutto.

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