I sindacati bocciano anche il secondo piano della giunta. “Ora 2 scuole a rischio”

Francesco Gresini (Snals): “Disatteso completamente il principio di territorialità”

Francesco Gresini, segretario provinciale dello Snals

Un’altra bocciatura. Se possibile una considerazione ancora peggiore della prima, quella arrivata dal segretario provinciale del sindacato Snals Confsal Francesco Gresini al secondo piano di dimensionamento scolastico varato dalla giunta comunale di Caserta guidata dal sindaco Carlo Marino.

“La montagna ha partorito il topolino” afferma Gresini, che era stato tra i primi a bocciare il primo piano varato su proposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione Mirella Corvino (che, invece, non ha votato la seconda delibera in aperto contrasto col resto della giunta). “Il sindaco di Caserta Carlo Marino, dopo diverse interviste nelle quali ha fortemente difeso il suo operato ritorna sui suoi passi, e questo è sintomo di intelligenza perché non sempre la coerenza è una virtù, ma riunisce la giunta per approvare un’altra delibera senza sentire la necessità di convocare le parti sociali. Ma allora la contestazione garbata sulla prima proposta dai sindacati non era del tutto peregrina? E allora perché non sederci ad un tavolo per dare alla Città di Caserta un piano di dimensionamento credibile e stabile?”.

Ma, purtroppo, a volte la toppa è peggiore del danno. “La prima delibera - afferma Gresini - pur con tutte le negatività, almeno assicurava tra i 7 istituti comprensivi un certo equilibrio rispetto al numero degli alunni, mentre la seconda è nettamente squilibrata con istituti da circa 1300 alunni ed istituti con poco più di 700. Per non parlare della territorialità, di cui Marino ha fatto un cavallo di battaglia, disatteso clamorosamente nel caso dell’I.C. Da Vinci al quale è stato sottratta la primaria a tempo pieno, funzionante presso la Scuola Media da Vinci, per annetterla all’I.C. Giannone senza alcun ragionevole motivo. Il Giannone, senza questo plesso, avrebbe avuto comunque 1130 alunni, mentre lasciandolo all’I.C. Da Vinci si sarebbero raggiunti due obiettivi: rispetto della territorialità e messa in sicurezza dell’Istituto. E che dire di una diversa distribuzione delle borgate che avrebbe potuto mettere in sicurezza l’I.C. Vanvitelli oggi in sofferenza con appena 730 alunni? In conclusione con piccoli aggiustamenti si sarebbe potuto arrivare ad un piano di dimensionamento che avrebbe dato più giustizia sul territorio senza alimentare dubbi sulle vere motivazioni che hanno penalizzato i due Istituti di cui sopra”.

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