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Martedì, 5 Luglio 2022
Attualità Santa Maria Capua Vetere

Dignità forense fa quadrato intorno a consigliere dimissionario: "Legittimo incarico in Adr e commissione"

Spallieri: "Provvedimento del Cnf motivato da distorto meccanismo normativo"

Un "distorto meccanismo normativo, postumo e irrazionale, accidentalmente sfuggito ad un legislatore svogliato e distante dai problemi del mondo forense". Con queste parole l'ormai ex consigliere dell'ordine degli avvocati Antonio Spallieri - dimessosi - definisce il provvedimento del Cnf che ha sancito l'annullamento della sua elezione al Coa per aver ricoperto il ruolo di componente della commissione d'esame nel corso dell'ultima sessione per l'abilitazione prima delle votazioni per il rinnovo del Coa.

“Sono trascorsi quasi nove mesi dall’entusiasmante risultato conseguito dal nostro gruppo elettorale, che ha permesso di eleggere al Coa tutti i candidati della lista - dichiara Spallieri - Questo tempo è stato da me dedicato interamente all’Avvocatura sammaritana nei molteplici ruoli dei diversi incarichi affidatimi, tutti svolti senza mai risparmiarmi, consapevole e grato di ricambiare il grande onore a me concesso dall’elettorato. Nel solco di questo breve bilancio e anteponendo gli interessi dell’Avvocatura ad ogni altra valutazione, alla luce degli sviluppi del recente pronunciamento del Cnf sulla mia “non eleggibilità”, fondato solo su meri effetti formali di un distorto meccanismo normativo, postumo e irrazionale, accidentalmente sfuggito ad un legislatore svogliato e distante dai problemi del mondo forense, con grande sofferenza, ma altrettanta serenità, comunico la mia decisone irrevocabile di dimettermi con effetto immediato dalla carica di Consigliere dell’attuale Coa di Santa Maria Capua Vetere. Questa decisione scaturisce anche dal giusto convincimento che le questioni dell’Avvocatura debbano rimanere nell’ambito interno e, pertanto, determinato nella meditata rinuncia alla successiva impugnazione della decisione del Cnf, auspico nell’interesse generale che l’antinomia sollevata con il mio caso possa essere composta da una più lucida previsione normativa, che in nome del principio democratico consegua l’effetto della assoluta intangibilità della volontà del corpo elettorale, affidando il giudizio sull’eleggibilità a meccanismi di controllo ex ante e sottraendolo a quello successivo al voto, che non poche volte è sollecitato da interessi estranei all’Avvocatura stessa. Tuttavia, lealmente animato dalla convinzione di dovere ancora al Coa in carica un mio personale apporto per la piena realizzazione del progetto associativo, proposto dalla Presidente Angela Del Vecchio, non farò mancare la mia opera in favore del gruppo elettorale nello svolgimento degli incarichi extra consiliari che tuttora ricopro e che mi vorrà affidare per il futuro".

Un addio che il Presidente dell'ordine degli avvocati Ugo Verrillo commenta. “Questa volta bisogna proprio dare ragione al consigliere Palmirani - dichiara - il Coa perde un pezzo importante, un consigliere che con abnegazione e competenza ha risollevato l’Adr dalla palude dove era finita, ha reso accettabili con il lavoro di un gruppo coeso i tempi per avere un parere, ha dubitato da avvocato della adeguatezza di una legge che cambia la volontà del corpo elettorale. Solo il rispetto incondizionato da parte di Spallieri degli organi giurisdizionali e delle norme che regolano la professione forense, attestato dalle dimissioni motivate su questo irrefutabile principio, ha permesso di superare la inutile decisione del Cnf, di fatto non eseguibile per carenza assoluta dell’oggetto decisorio, essendo venuta meno per altra causa la qualità di consigliere di Spallieri. Il momento è stato, però, ritenuto favorevole per il solito gioco di delegittimazione, non essendo l’opposizione in grado di operare, seppur in contrasto con l’attuale maggioranza, in modo costruttivo per l’avvocatura sammaritana. Infatti, il consigliere Palmirani non ha resistito alla irrefrenabile tentazione, mascherandosi da garante della legalità, a porre in essere un attacco personale, dipingendo Spallieri come soggetto pienamente consapevole di violare la legge, confondendo addirittura i concetti di candidabilità con quello di ineleggibilità, dimenticando che compito principale dell’avvocato è quello di esprimere sempre un dubbio sistematico sulla norma, per non ridursi a mero conoscitore della regola come chi non è investito della conservazione dello stato di diritto, In tale solco va, quindi, riportato il corretto operato di Spallieri senza sollecitare inappropriate purghe indirizzate a chi ha superato anche il vaglio della Commissione elettorale con il legittimo riconoscimento a candidarsi. Da ultimo, va precisato che Spallieri non ricopre la carica di Presidente dell’Adr, riservata per Statuto al Presidente del Coa o a suo delegato, ma è direttore dell’Adr dal 31 ottobre, incarico, sempre per Statuto, esecutivo e funzionale di tipo organizzativo. Inoltre, anche la nomina di componente della Commissione pareri sulla congruità delle parcelle professionali, è sempre della stessa natura, funzionale ed organizzativa, quindi indipendente dalla carica di consigliere del Coa. Ne consegue che entrambe le cariche, non caratterizzandosi come passerelle per i consiglieri in crisi di protagonismo, possono essere affidate ad avvocati nominati fiduciariamente dal Coa; la loro funzione è quella di rendere un servizio alla classe forense, al pari di quello dei consiglieri di maggioranza. Fatto che Palmirani ben dovrebbe conoscere per essere stato Segretario del Coa, dimostrando al contrario, con le sue affermazioni, di aver ricoperto tale ruolo in modo del tutto distratto, visto che non ricorda le regole statutarie che pur dovrebbero essere parte del bagaglio di conoscenza acquisita, fin dal momento del suo insediamento nel Coa", conclude Verrillo.

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