Il Tar annulla un'ordinanza di demolizione

Vittoria parziale di un cittadino contro il Comune di Teverola

Vittoria ‘parziale’ di un cittadino di Teverola contro il Comune di Teverola per l’annullamento di una ordinanza di demolizione del 9 aprile 2019. Il proprietario di una villetta ubicata in via Cupa a Teverola, in località Salzano, ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza di demolizione numero 10 del 9 aprile 2019 perché secondo quanto riferito dalla polizia municipale sarebbero state realizzate delle opere abusive “su un’area di 210,29 mq destinata a standard nel piano di lottizzazione convenzionata denominata “Salzano 2”. E’ stato realizzato un fabbricato, con annessa area pertinenziale ed è stato edificato in difformità del titolo abilitativo edilizio rilasciato, per quanto concerne la distanza dai confini”.

In pratica non sarebbero stati rispettati i confini dei 5 metri ma si arriverebbe solamente a 1,8 metri a causa di un “un pergolato che si estendeva dal corpo di fabbrica sino al medesimo confine del lotto”.

Il cittadino ricorrente però sottolinea che ha ricevuto dal Comune di Teverola sia il permesso di costruire che anche la concessione “ in sanatoria” in variante in corso d’opera della originaria concessione con cui veniva concesso, appunto, di ampliare il perimetro del confine, e pertanto l’immobile sarebbe stato edificato in assoluta conformità al titolo abilitativo e sarebbe rimasto “invariato sino ad oggi”.

Una vicenda delicata e molto lunga con anche altri tantissimi particolari sui quali ha fatto chiarezza il giudice del tribunale amministrativo regionale della Campania. Secondo il giudice il cittadino ha ragione perché “è stato lo stesso Comune di Teverola a rilasciare in favore di parte ricorrente la prima concessione edilizia 209 del 21 gennaio 2001, prodotta in giudizio sempre da parte resistente, così come la successiva variante e quindi la suddetta concessione edilizia non è stata annullata e, pertanto, essa all’attualità è ancora valida ed efficace, come pure il titolo edilizio rilasciato in variante”. Pertanto “deve ritenersi illegittima l’ordinanza di demolizione oggetto di impugnazione che, invece, presuppone la mancanza del titolo edilizio”.

Deve, invece, ritenersi legittima una seconda motivazione dell’amministrazione comunale di Teverola circa l’edificazione in difformità dal titolo abilitativo edilizio per quanto concerne la distanza dai confini.

Per questo motivo “il ricorso è solo in parte fondato, per quanto di ragione di parte ricorrente, limitatamente alla prima motivazione, ed infondato in riferimento alla seconda, con conseguente annullamento in parte qua dell’ordinanza di demolizione numero 10 del 9 aprile 2019 del Comune di Teverola”.

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