Abusi edilizi da demolire, i giudici fermano le ruspe

Il Tar della Campania annulla i provvedimenti del Comune: "Iter illegittimo"

La sentenza del Tar

I giudici annullano un ordine di demolizione disposto dal Comune di Caserta. E' una sentenza importante quella pronunciata dal Tar della Campania che ha accolto il ricorso da parte di un cittadino revocando i provvedimenti di revoca del permesso a costruire e quello successivo di demolizione emessi da Palazzo Castropignano. 

La vicenda riguarda un immobile di via San Pietro a Caserta per la quale il ricorrente, assistito dall'avvocato amministrativista Paolo Centore, aveva ottenuto nel 2008 la sanatoria per alcune opere abusive (il cambio di destinazione d'uso al pian terreno da deposito ad abitazione, la realizzazione di una veranda, la trasformazione di un sottotetto in abitazione). 

Nel 2016, però, il Comune aveva annullato in autotutela il permesso a costruire in sanatoria per dare attuazione ad una circolare della Prefettura - furono circa 200 gli immobili finiti nel mirino - con cui veniva disposta l'esecuzione delle ordinanze di demolizione sancite da sentenze del giudice penale. L'abuso edilizio in questione, infatti, era stato oggetto di una sentenza di condanna nel 2002 da parte del Tribunale di Caserta per la quale il pubblico ministero della Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva disposto la demolizione delle parti abusive. Ordinanza, però, di fatto mai eseguita. Anzi, nel 2016 era arrivata anche la sanatoria (poi revocata).

E proprio la revoca da parte del Comune è, per i giudici amministrativi, illegittima. Già in sede cautelare il Tar Campania aveva accolto l’istanza di sospensione della demolizione. Successivamente sono stati accolti sia il ricorso introduttivo proposto contro il provvedimento di revoca del permesso di costruire che il successivo ricorso proposto contro l’ordinanza di demolizione. 

I giudici hanno dichiarato l'illegittimita del provvedimento del Comune, nonostante la condanna del giudice penale. "In tema di reati edilizi - si legge nella sentenza - l'ordine di demolizione impartito dal giudice con la sentenza di condanna, per la sua natura di sanzione amministrativa applicata dall'autorità giudiziaria, non sia suscettibile di passare in giudicato essendone sempre possibile la revoca", circostanza avvenuta. Quindi l'iter seguito dal comune - che ha rilasciato e revocato in maniera immotivata il permesso a costruire - non sarebbe stato corretto.

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