Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Delivery insostenibile per i commercianti: "Molti non riapriranno"

Costi eccessivi per guadagni minimi. Petrella: "Primo segnale per ripartenza ma preoccupano aziende senza liquidità"

Le pizzerie potranno consegnare solo a domicilio per 6 ore

Delivery? No grazie. Decine di ristoratori e titolari di bar, pasticcerie e gelaterie stanno pensando di restare chiusi a causa delle eccessive limitazioni imposte dall'ordinanza del governatore Vincenzo De Luca che renderebbero "antieconomica" qualsiasi forma di riavvio delle attività. Insomma, altro che ripresa. 

Tra i provvedimenti maggiormente contestati quelli relativi alla sanificazione continua dei locali ed alla fornitura quotidiana di dispositivi di protezione (guanti, mascherine, sovrascarpe) ai propri dipendenti. Procedimenti che hanno dei costi a carico delle aziende, che si vanno a sommare a quelli di gestione, e che non sarebbero sostenibili.  

Tra gli altri motivi di malumore anche le limitazioni orarie: 7 ore di apertura per bar e pasticcerie (dalle 7 alle 14) e 6 ore per pub, pizzerie, ristoranti, gastronomie e gelaterie (dalle 16 alle 22), tutte rigorosamente per vendere in modalità consegna a domicilio. Insomma, per molte attività "il gioco non vale la candela". 

"Il delivery è il primo segnale per ripartire ma molti stanno pensando di non riaprire - commenta Salvatore Petrella, presidente provinciale di Confesercenti - Secondo noi ne potrebbero beneficiare solo un po' le pizzerie, in particolar modo quelle che già avevano strutturato il loro business sulla vendita da asporto o la consegna a domicilio, ma già se si pensa a strutture di vendita di medie dimensioni (ad esempio un ristorante nda) non riescono a sostenere i costi con il solo delivery. Può essere un inizio per essere operativi ed organizzare nuovi modi di vendita per il futuro". 

Ma sul futuro di centinaia di imprese Petrella non nasconde le sue preoccupazioni: "Per ripartire necessariamente bisogna sostenere dei costi - prosegue - Nel decreto liquidità ci sono misure troppo stringenti che non permettono alle piccole imprese di potersi risollevare". E' questa forse la vera grande sfida che ora è necessaria per ripartire davvero ed alla quale la politica è necessariamente chiamata a fare la sua parte. "I danni per le attività tutte sono stati ingenti - conclude Petrella - Continueremo la nostra battaglia al fianco degli imprenditori". 

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