Delivery insostenibile per i commercianti: "Molti non riapriranno"

Costi eccessivi per guadagni minimi. Petrella: "Primo segnale per ripartenza ma preoccupano aziende senza liquidità"

Le pizzerie potranno consegnare solo a domicilio per 6 ore

Delivery? No grazie. Decine di ristoratori e titolari di bar, pasticcerie e gelaterie stanno pensando di restare chiusi a causa delle eccessive limitazioni imposte dall'ordinanza del governatore Vincenzo De Luca che renderebbero "antieconomica" qualsiasi forma di riavvio delle attività. Insomma, altro che ripresa. 

Tra i provvedimenti maggiormente contestati quelli relativi alla sanificazione continua dei locali ed alla fornitura quotidiana di dispositivi di protezione (guanti, mascherine, sovrascarpe) ai propri dipendenti. Procedimenti che hanno dei costi a carico delle aziende, che si vanno a sommare a quelli di gestione, e che non sarebbero sostenibili.  

Tra gli altri motivi di malumore anche le limitazioni orarie: 7 ore di apertura per bar e pasticcerie (dalle 7 alle 14) e 6 ore per pub, pizzerie, ristoranti, gastronomie e gelaterie (dalle 16 alle 22), tutte rigorosamente per vendere in modalità consegna a domicilio. Insomma, per molte attività "il gioco non vale la candela". 

"Il delivery è il primo segnale per ripartire ma molti stanno pensando di non riaprire - commenta Salvatore Petrella, presidente provinciale di Confesercenti - Secondo noi ne potrebbero beneficiare solo un po' le pizzerie, in particolar modo quelle che già avevano strutturato il loro business sulla vendita da asporto o la consegna a domicilio, ma già se si pensa a strutture di vendita di medie dimensioni (ad esempio un ristorante nda) non riescono a sostenere i costi con il solo delivery. Può essere un inizio per essere operativi ed organizzare nuovi modi di vendita per il futuro". 

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Ma sul futuro di centinaia di imprese Petrella non nasconde le sue preoccupazioni: "Per ripartire necessariamente bisogna sostenere dei costi - prosegue - Nel decreto liquidità ci sono misure troppo stringenti che non permettono alle piccole imprese di potersi risollevare". E' questa forse la vera grande sfida che ora è necessaria per ripartire davvero ed alla quale la politica è necessariamente chiamata a fare la sua parte. "I danni per le attività tutte sono stati ingenti - conclude Petrella - Continueremo la nostra battaglia al fianco degli imprenditori". 

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