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Caso dehors, il vicesindaco Villano: "Basta polemiche. Adesso parlo io"

Il numero due svela il nuovo regolamento proposto al dirigente: "Poi vedremo chi è con i commercianti e chi è contro"

“Adesso basta. Io ci metto la faccia”. Così Marco Villano, assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici nonché vicesindaco di Aversa rompe il silenzio sulla questione dehors annunciando di aver presentato un nuovo regolamento.

Assessore quali sono le novità?

Ho presentato al dirigente dell’area Vigilanza Giovanni Gangi una bozza di regolamento per disciplinare i dehors. Attendo il parere del dirigente per poi portare quello che potrà essere il nuovo piano al vaglio delle commissioni competenti prima del vaglio del consiglio comunale.

Ed i tempi quali sono?

Brevi. Bisogna dare delle risposte alla città.

A proposito di risposte, che cosa sta succedendo? Perché tutti i tavolini, sedie e ombrelloni sono spariti e quelli che sono rimasti sono sotto sequestro?

Sull’applicazione delle norme non entro del merito. La politica deve dare gli indirizzi. Ed io attraverso la bozza di regolamento l’ho fatto.

E su che cosa entra nel merito?

Ci metto la faccia e scelgo di dare delle risposte alla città ed ai commercianti. Aversa che abbiamo immaginato è una città che deve dare spazio al commercio attraverso l’occupazione di marciapiedi, stalli di sosta, carreggiate stradali e piazze.  Immagino una città così piuttosto che una invasa da macchine parcheggiate.

E come?

Attraverso una bozza di regolamento che ho proposto al dirigente. L’auspicio è di condividerla con tutti i consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza per avere un voto unanime.

Un segnale di apertura?

La regolamentazione dei dehors riguarda tutta la città al di là del posizionamento in consiglio comunale. C’è un pezzo di opposizione che critica e basta. In questo caso, invece, spero che tutti possiamo sederci attorno al tavolo, portare il proprio contributo e disciplinare in modo chiaro l’occupazione di suolo pubblico.

Che cosa prevede questo regolamento e quali sono le differenze rispetto al passato?

Prima importante differenza: per occupare suolo pubblico non c’è più necessità di un titolo edilizio, l’autorizzazione è temporanea per 180 giorni e vengono previste strutture più leggere dove sarà possibile consumare ma senza essere ‘chiuse’.

Pensa che possa bastare per superare questo impasse?

Sì. Abbiamo un’idea di città che abbiamo messo in campo anche nel periodo Covid attraverso l’autorizzazione a titolo gratuito degli spazi pubblici. Ed in quella direzione dobbiamo andare avanti. Dobbiamo concedere gli spazi e soprattutto dare una risposta netta e chiara alla Città ed ai commercianti.

Assessore giù la maschera. Oltre la questione tecnica c’è una questione politica: i Moderati, che non vogliono i dehors ed il comandante, contro il resto della maggioranza. 

Al di là delle posizioni dei singoli, non comprendo la levata di scudi nei confronti della politica. Siamo stati votati per dare delle risposte ai nostri concittadini. Quando il regolamento arriverà nelle commissioni e poi in consiglio attraverso il voto vedremo chi è a favore dei commercianti, chi vuole dare delle risposte, chi vuole uscire dall’impasse e chi no. (f.p.)

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