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Domenica, 2 Ottobre 2022
Attualità Parete

Debito con la ditta dei parenti, sindaco e 2 consiglieri escono dall'aula

La 'Edera Costruzioni' si è vista riconoscere un debito fuori bilancio dopo aver fatto causa al Comune

Un debito fuori bilancio di 131mila euro che ha scoperchiato una serie di procedimenti poco chiari che vedono coinvolti il Comune di Parete e la Edera Costruzioni. Partiamo dall’inizio: l’amministrazione dell'ex sindaco Raffaele Vitale ha affidato dei lavori di manutenzione delle strade comunali proprio alla Edera Costruzioni. Solo che c’è un ‘piccolo’ problema: è una società che fa riferimento a Domenico Orabona, zio della moglie del sindaco Gino Pellegrino, nonché cugino della consigliera comunale Gilda Grasso e parente di un’altra consigliera, Virginia Ariano.

L’affidamento (tutto regolare) è stato voluto dall’amministrazione per degli interventi su tutto il territorio, ma ad un certo punto è successo qualcosa di poco chiaro. La Edera Costruzioni fa causa al Comune e arriva un decreto ingiuntivo: si arriva ad un accordo transattivo di 131mila euro, il debito fuori bilancio in questione, che l’Ente comunale deve pagare alla società.

Sorge quindi un altro problema: il Comune sembra che non si sia mai costituito in giudizio contro la Edera. Emiliano Pagano della maggioranza ritiene invece il contrario, ma inserendo la parola ‘Edera’ nell’archivio degli atti comunali non arriva alcun risultato. Forse il documento è nei ‘file nascosti’ oppure è stato cancellato per ‘sbaglio’. Sarebbe interessante sapere il numero del documento per capire qualcosa di più. In ogni caso nell’ultimo consiglio comunale questa vicenda ha costretto il sindaco Pellegrino, la consigliera Grasso  e la consigliera Ariano ad abbandonare l’aula consiliare per l’incompatibilità nel votare il riconoscimento del debito fuori bilancio.

La questione fu trattata dal M5s già l’anno scorso perché “venimmo a sapere che la Edera non aveva un regolare contratto e prendeva le commesse da un esponente politico non identificato – dice la consigliera Rosalba Rispo del Movimento Cinque Stelle -. Chiedemmo all’ingegnere Avvedimento che nel relazionare scrisse che a questa società “venivano impartiti ordini da un organo istituzionale non deputato a tanto” e “che le commesse erano sfuggite al controllo dell’ufficio”. Solo che chi fosse questo politico non si è mai saputo. E allora “visto che nessuno denuncia da parte della maggioranza ci ho pensato io – ha affermato Rispo – e ora sarebbe interessante capire se la maggioranza abbia voglia di inviare tutta la documentazione alla Guardia di Finanza o alle altre Autorità competenti”. Chissà se avranno veramente la voglia. Certo è che ci sono parecchi punti ‘oscuri’ sui quali la maggioranza è chiamata a fare chiarezza.

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