"Nel bilancio 50 milioni che il Comune potrebbe non incassare mai"

L'ex assessore firma la sua 'relazione di fine mandato': "Tanti debiti fuori bilancio ed almeno 5 milioni da stanziare per le cause che l'Ente rischia di perdere"

Cinquanta milioni di euro che il Comune di Aversa potrà “difficilmente incassare” oltre ad una mole di contenzioso pari a 15 milioni di euro. Sono i numeri messi neri su bianco dall’ex assessore alle Finanze Nico Carpentiero che ha ‘consegnato’ quella che sembra essere la sua relazione di “fine mandato” dopo la revoca subita da parte del sindaco Alfonso Golia.

Numeri che, a dire il vero, fanno preoccupare. Soprattutto quelli relativi ai crediti che vanta il Comune (oltre 90 milioni), dei quali 50 relativi a periodi antecedenti al 2014 e sui quali, secondo l’ex assessore “è lecito avere più di un dubbio circa il loro effettivo incasso. Per questo motivo - spiega Carpentiero - con lettere protocollate, ho invitato i dirigenti a procedere ad una formale e accurata “ricognizione” dei residui, come previsto dalla legge. E’ del tutto evidente che senza una rigorosa radiografia dei crediti e dei debiti si rischia  di approvare un rendiconto che non rappresenti  la reale situazione finanziaria dell’Ente”.

C’è poi il contenzioso civile del valore di oltre 15 milioni di euro. “Con l’Ufficio legale - commenta Carpentiero - abbiamo svolto un lavoro meticoloso di analisi delle singole cause, verificando che per moltissime di queste vi è un’elevata probabilità di essere soccombenti.  La legge prevede che, in questi casi,  occorra accantonare nel bilancio  di previsione  il  51% dell’importo del contenzioso oltre alle spese legali. Dagli atti formali, emerge  che il Comune di Aversa dovrebbe accantonare nel bilancio di previsione 2020, per contenzioso e spese legali, oltre 5 milioni di euro, dato che, per inerzia amministrativa, nulla è stato mai accantonato a tale scopo negli anni precedenti”.

Ed infine c’è la mole dei debiti fuori bilancio derivanti da 221 contenziosi dal valore imprecisato per giudizi già conclusi; pignoramenti per contenziosi in essere per circa 1 milione di euro; un contenzioso nei confronti della Provincia di Caserta per Tarsu di oltre 3 milioni di euro non contabilizzato in bilancio. “Sono tutti debiti fuori bilancio in attesa di “riconoscimento” da parte del Consiglio Comunale che richiedono adeguati stanziamenti nel Bilancio di Previsione - argomenta l’ex assessore - Al cospetto di questi rilievi evidenziati con atti formali si era in attesa di ricevere dall’Area Finanziaria, su cui grava l’onere di predisporre lo Schema di Bilancio Preventivo, un documento di sintesi che li recepisse. Come è noto tale attesa è stata bruscamente interrotta".

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Nella sua relazione, l’assessore ricorda anche il lavoro fatto negli otto mesi in cui è stato nell’esecutivo. “Si è portato a termine lo svincolo di oltre  1 milione e 300 mila euro,  somma bloccata (pignorata) da anni e perciò inutilizzabile dall’Ente; sono state ottenute migliori condizioni dei mutui già concessi all’Ente arrivando al tasso zero; è stata formalmente segnalata l’esistenza di due mutui per i quali il Comune paga inutilmente da oltre quindici anni, rate e interessi, senza aver mai realizzato le opere per le quali gli stessi erano stati contratti; è stata avviata un’attività di verifica sulle dispersioni della rete idrica in sinergia con alcuni Consiglieri della Commissione Bilancio e con professionisti della società civile; è stata avviata un’attività di recupero dei crediti per canoni idrici per 20 milioni di euro, impedendo la prescrizione e, dunque, la perdita di denaro pubblico; è stata avviata un’attività di riscossione concordata dei canoni idrici in sinergia con gli amministratori di condominio”.

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