Coronavirus, De Luca: “Tsunami in Campania ad inizio aprile. Combattiamo anche contro sciacalli e portasecce”

Il presidente della Regione fa il punto sulla situazione: “Entro 10 giorni dovremo essere pronti per affrontare 3mila contagi”. Ma non manca lo show: dal modello Corea alla setta del godimento perpetuo

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha fatto il punto della situazione sull’emergenza coronavirus. E come al solito non sono mancati momenti di “puro show” da parte del governatore nella sua diretta Facebook, iniziata, in ‘stile Conte’, con un grande ritardo rispetto a quando era stata annunciata.

Il dato più interessante è sicuramente quello delle previsioni: “Noi governiamo il problema se abbiamo la capacità di prevederlo: questo è il lavoro ossessivo che stiamo facendo. Secondo le nostre previsioni, avremo un picco alla fine della prima settimana di aprile e su questo stiamo lavorando. Avremo più di 3mila contagi: ce la possiamo fare a condizione che ogni livello faccia la sua parte. Ci stiamo preparando al raddoppio delle aspettative di malati. Ci aspettiamo di raggiungere verso il 5 aprile la situazione piatta, cioè una situazione nella quale abbiamo un incremento ogni giorno di 80-100 contagi. Dopo una settimana inizierà la curva discendente. Oggi la corsa è ad essere pronti da qui a 10 giorni, quando prevediamo l’arrivo dello Tsunami”.

De Luca ha sottolineato come, ad oggi, i dati sono perfettamente in linea con le previsioni: l’unica discrasia c’è stata per i dati di una casa di riposo di Sant’Anastasia dove sono risultati positivi al Covid-19 52 persone. Ma al momento si sta lavorando soprattutto sui posti letto di Terapia intensiva: “Avevamo 335 posti e ne abbiamo riconvertito la metà per dedicarli all’emergenza Covid-19. Stiamo lavorando per arrivare a 200 posti di terapia intensiva Covid. Ci siamo preoccupati di fare una gara per creare un ospedale prefabbricato per 120 posti letto. L’80% sarà dei lavori sarà completato tra due settimane, ma attendo di vedere i ventilatori polmonari nei reparti”. Poi ha snocciolato i numeri sul personale: “Noi abbiamo fatto un miracolo, perché siamo usciti 2 mesi fa dal commissariamento e siamo drammaticamente sottodimensionati. Tre mesi fa abbiamo fatto concorso per 800 infermieri, poi abbiamo assunto, con le procedure accelerate, altri 400 infermieri, 188 operatori socio sanitari e 104 medici. Inoltre arriveranno dalla Germania altri due anestesisti che andranno all’ospedale di Boscotrecase ed altri 160 specializzandi”.

Novità sono previste anche per i tamponi: “Abbiamo creato 10 laboratori, dal fine settimana riusciremo a lavorare 2mila tamponi al giorno ed avere risposte entro 24 ore - spiega - Ci sono stati dei ritardi, ma ora stiamo cercando di risolvere”. Lunedì, inoltre, arriveranno un milione di “kit rapidi” che, annuncia De Luca, “saranno utilizzati per il personale delle strutture sanitarie che deve essere tutelato”. Ma non manca di sottolineare come “fare tamponi a tutti oggi non è la soluzione del problema. Nel Lazio, ad esempio, hanno fatto 20mila tamponi ed hanno appena 600 contagiati in più”. E non manca di lanciare una frecciata sul tema anche a chi chiede di seguire il modello della Corea del Sud. “Lì hanno fatto 500mila tamponi su 60 milioni di abitanti, quindi tutt’altro che tamponi a tutti. Ma in Corea hanno controllato tutti, anche quelli senza sintomi, tramite App, cellulari e carte di credito. Una cosa pericolosa, esagerata. Ma questo è il modello Corea”.

coronavirus dati campania-2

Il presidente della Regione ha anche chiarito la lettera di qualche giorno fa inviata al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte in cui si parlava di Campania vicina al collasso se non fossero state garantite le forniture di dispositivi (dalle mascherine ai ventilatori). “Ho parlato in maniera forte, ho alzato la voce ma non per mancanza di solidarietà nel governo, ma abbiamo il dovere di parlare in tempo utile, senza preoccuparci se qualcuno si rizela. Abbiamo alzato i toni perché abbiamo verificato l’emergere di criticità pericolose. Lunedì sera eravamo arrivati al punto che mancavano mascherine da destinare agli operatori del 118: abbiamo avuto la preoccupazione che se le forniture non fossero arrivate, non avremo potuto proteggere medici ed infermieri delle ambulanze. Un problema nazionale che abbiamo posto a voce alta, ma con spirito collaborativo. Doveva arrivare una fornitura di mascherine martedì, ma nulla. Mercoledì sera sono arrivate un po’ di mascherine: quantitativi che ci bastano per mezz’ora. Giovedì sono arrivate mascherine ed anche una fornitura importante di tute e visiere. Per la prima volta. Io ringrazio e mi auguro che sia l’inizio di una programmazione delle forniture che sia continua nel tempo”.

E non ha mancato di rispondere anche alle critiche piovute, soprattutto dal centrodestra, per questo suo appello al governo: “Negli ultimi giorni ho visto emergere elementi di sciacallaggio, gente che fa speculazioni poltiiche. Ma come ho detto ai miei collaboratori: noi in Campania dobbiamo combattere contro due nemici, il virus ed i portaseccia. L’unico collasso è arrivato nel vostro cervello. Se ci arrivano le forniture il problema è governabile”.

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De Luca ha poi chiesto ai cittadini di resistere nella quarantena (prorogata fino al 14 aprile): “So che la vita è diventata pesante, siamo tutti un po’ sballottati. Ad un momento iniziale di paura ed angoscia, si va a sostituire l’assuefazione. In un verso è positivo, ma al tempo stesso può arrivare la sfiducia. La battaglia non si vincerà a brevissimo, ma sarà vinta. E la vinceremo prima se stringeremo i denti tutti i quanti”. Ed ha lanciato anche dure accuse “a gruppi ed associazioni che aggravano i problemi. In Corea c’era un gruppo para-religioso che aveva come parola d’ordine 'curarsi è un peccato'. Abbiamo avuto l’emergere di varie sette para-religiose e predicatori di vario tipo. Accomunati dalla tendenza a fare ammucchiate per parlare chi col Signore chi con Satana. Oggi siamo in questa situazione. Ci dobbiamo preoccupare di gruppi come la setta del godimento perpetuo. Noi dobbiamo contenere un contagio che può diventare ancora più drammatico. Ci teniamo tutti alla libertà, ma vorrei libertà che la prima libertà che deve garantire uno stato di diritto è la libertà di vivere. Ed oggi questa libertà non è garantita. Quindi alcune misure, anche severe, servono per garantire la libertà di vivere”.

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