Contagi dei vacanzieri, De Luca: "Problema risolto in una settimana". E minaccia di nuovo la chiusura delle frontiere

Il presidente della Regione: "Chi non ha i tamponi oggi tra un mese dovrà chiudere le regioni e in quel caso noi chiuderemo la Campania"

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca torna a minacciare la chiusura delle frontiere della Campania. Il presidente della Regione, nel corso di una visita allo stabilimento Treofan di Battipaglia, ha affermato che "la Campania è l'unica Regione che ha avuto il coraggio di fare un'ordinanza, lo scorso 12 agosto, che ha reso obbligatori i tamponi e la quarantena per tutti i cittadini campani che vengono da fuori regione. Se non l'avessimo fatto, oggi ci sarebbero 3mila persone contagiate in giro per la regione. Chi non fa oggi questo lavoro, tra un mese dovrà chiudere le regioni, e in quel caso noi chiuderemo le frontiere della Campania".

De Luca ha poi spiegato che "dal 12 agosto ad oggi sono 2mila le persone positive che abbiamo fermato a Capodichino, nel porto di Napoli e nelle stazioni, più un altro migliaio che avevano contatti con quelli provenienti dall'estero. Se non facciamo ora il filtro, tra un mese avremo una tragedia. Oggi bisogna avere il coraggio di dire a chi viene in Campania: ti devi mettere in quarantena finché non arriva il risultato del tampone”.

Per il presidente della Regione, che lunedì ha firmato l’ordinanza che proroga i controlli per chi rientra dalla Sardegna fino al 10 settembre, “un’altra settimana ed avremo risolto il problema. Da 2 mesi - ha ricordato De Luca - la Campania è stata riaperta, l'Italia è stata riaperta: abbiamo aperto le frontiere, la mobilità tra regione e regione, i settori economici. La Campania è la regione con la maggiore densità di popolazione d'Italia, è la regione più difficile e quella più esposta se apriamo tutto. Siamo stati gli unici ad avere il coraggio di fare un'ordinanza che impone i tamponi e la quarantena per tutti i cittadini campani che vengono da fuori e senza questo filtro, con i nuovi contagi, tra un mese avremo una tragedia. Dobbiamo cercare noi i positivi, lo stiamo facendo. Dobbiamo filtrare oggi quanto più possibile, anche se i contagi aumentano a 500 al giorno non fa niente. L'importante è individuare oggi i positivi, così li mettiamo in isolamento domiciliare per 15 giorni e stiamo tranquilli".

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