Il sindaco appeso ad un filo. "Andiamo subito dal notaio per votare a settembre"

Il consigliere provinciale Santillo sfida il Pd e lo invita a firmare le dimissioni

Il sindaco Luigi Di Lorenzo

Ci risiamo: è rottura totale tra il sindaco di Piedimonte Matese, Luigi Di Lorenzo, e il consigliere provinciale Gianluigi Santillo, capogruppo di ‘Uniti per Piedimonte’ (gruppo di maggioranza, ndr) e presidente del consiglio comunale. Nemmeno 5 mesi dall’ultimo strappo di maggioranza, che portò il sindaco Di Lorenzo a minacciare le dimissioni, al Comune di Piedimonte Matese torna il clima di ‘tempesta’. A rompere gli indugi è stato lo stesso Santillo con delle dichiarazioni al vetriolo via social. “Occorre voltare pagina - ha affermato il capogruppo di maggioranza - Occorre una prospettiva nuova per la città di Piedimonte Matese. Siamo stati uniti durante la campagna elettorale, solo però per i primi pochi mesi della nostra amministrazione. Abbiamo condiviso l'entusiasmo di tanti giovani candidati senza alcuna precedente esperienza amministrativa e politica. E questo ci ha premiati. Abbiamo rappresentato la novità rispetto alle precedenti amministrazioni, che hanno avuto come protagonisti i soliti politicanti locali, per anni. lo ho una storia politica, a vari livelli, ingombrante, sicuramente rumorosa, ma nessuno può addebitarmi colpe per le vecchie amministrazioni di Piedimonte Matese”.

La candidatura alle Regionali scatena la crisi

A scatenare la crisi, stando a quanto emerge dalle parole del consigliere Santillo, sarebbero le ambizioni politiche dello stesso candidato, ricordiamo, alle elezioni regionali 2020 con la lista 'Noi Campani'. “Non ho partecipato alla vita amministrativa della città né in passato né ora, proprio per consentire ai nuovi protagonisti di fornire il loro contributo - ha sottolineato il capogruppo di 'Uniti per Piedimonte' - Mi avete messo da parte ma sono stato pienamente consenziente, perché consapevole che era giusto così. Ho dato la mia disponibilità a rappresentare il Comune in Provincia ed ho spesso interloquito con i rappresentanti degli enti sovracomunali. Ho reso disponibile la mia esperienza politica e le mie relazioni al fine di favorire iniziative sul territorio. Era il mio compito, non ho inteso chiedere altro. Ma di certo nessuno può impedirmi di intraprendere, dopo tanti anni di attività, un mio personale percorso politico. L'ho fatto in trasparenza, non utilizzando il mio ruolo politico per accaparrarmi consenso come invece hanno fatto due precedenti sindaci. Loro diritto farlo, non giudico, ma è utile dire che il mio percorso è diverso. Ho interessi personali a porre fine a questa amministrazione? Assolutamente no. Ho contro sia la maggioranza che la minoranza (come ovvio che sia) e non ricoprirò più la carica di consigliere provinciale con la delega all'ambiente, incarico che mi consente di intrattenere molte relazioni. Non ha alcun senso pensare che io possa proporre la fine di questa amministrazione per la mia candidatura alle Regionali”.

La diatriba sul dissesto finanziario

Anche i dissapori legati al dissesto finanziario in cui versa il Comune di Piedimonte Matese hanno contribuito allo strappo in maggioranza. “L'amministrazione doveva rappresentare il nuovo, doveva fornire un chiaro segnale di discontinuità verso il passato - ha aggiunto Gianluigi Santillo - Devo dare atto al sindaco che ha scoperchiato tanti vasi e reso possibile documentare il disastro compiuto dalla precedente amministrazione comunale che ha prodotto un buco finanziario che non ha eguali nel nostro territorio. La vita amministrativa non può però essere finalizzata solo alla ricerca dei colpevoli, perché, contemporaneamente, occorreva ripartire, con coraggio. Porre fine e perseguire quotidianamente le malefatte della precedente amministrazione non può essere una attività fine a se stessa. Dal dissesto occorreva ripartire, con forza e coraggio. Doveva essere una opportunità. Ho chiesto mille volte atti di coraggio, atti per far ripartire la comunità ma la risposta era sempre e solo una: non possiamo rischiare conseguenze. Chi intraprende iniziative per una comunità rischia sempre, purché lo faccia in buona fede e senza interessi personali; deve farlo, soprattutto se rappresenti la città come primo cittadino”.

La sfida al Partito democratico

Poi sui manifesti del Partito democratico. “Addirittura ora si autoproclamano come coloro che hanno fatto proposte e hanno fornito soluzioni alla città che (lo dicono con fierezza) hanno amministrato per anni - ha dichiarato Santillo - Amministrato creando un buco multimilionario e con una conclusione indegna per vicende di natura giudiziaria. Si parla di dignità e di interessi personali. Poi si pubblica un manifesto che è un attacco personale alla mia persona e non alla amministrazione che dicono di osteggiare, solo per fini politici, solo per la futura competizione elettorale. Questo si che è un interesse personale. Il Pd dice andate a casa, peccato che dal notaio eravamo in pochi, troppo pochi, la precedente volta. E che l'esponente del Pd non era presente”.

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Il 27 luglio si vota il Consuntivo

Insomma il clima politico non è dei migliori a Piedimonte Matese ed ora il futuro del sindaco Di Lorenzo e della sua amministrazione comunale sono davvero appesi ad un filo. E le prime avvisaglie della crisi totale si sono avute già nel mese di giugno, quando le tre consigliere comunali Mariolina Bisceglia, Antonella Capone Lina Masella hanno confermato la scelta di rendersi indipendenti e di prendere dunque le distanze dal primo cittadino. Intanto il consiglio comunale sull'approvazione del Consuntivo è stato convocato per il 27 luglio, l'ultimo giorno utile per sciogliere il Comune ed andare a votare a settembre, altrimenti arriva il commissario. “Il sindaco intende convocare il Consiglio per lo stesso giorno previsto come data ultima per porre fine all'amministrazione e consentire il voto unitamente alle Regionali evitando un commissariamento lungo e dannoso - ha concluso Gianluigi Santillo - Votare a settembre è un obbligo per la città, poche settimane non cambieranno nulla e il bilancio potrà essere approvato come previsto dalla normativa vigente. Non si può rischiare di rimanere in totale stallo con un’amministrazione che è stata, purtroppo, incapace di fornire risposte ai tanti problemi di questa città. Ci dobbiamo dimettere”.

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