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De Luca prepara nuove restrizioni per bar e negozi. "Possibili nuove zone rosse in Campania"

Vertice dell'Unità di Crisi: entro venerdì le nuove decisioni del presidente

Nuova stretta da parte della Regione Campania per la pandemia da coronavirus. E’ in programma in queste ore, in sintonia con quanto si sta attuando in altre Regioni (Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia), l’adozione di una serie di nuove ordinanze restrittive per incrementare le misure destinate al contrasto all’epidemia da Covid.

Una notizia che arriva proprio nel giorno in cui il Movimento 5 Stelle ha iniziato a pressare il governo per definire la 'zona rossa' in Campania lanciando un durissimo attacco contro la gestione del presidente Vincenzo De Luca.

“Si stanno anche definendo - si legge in una nota dell’Unità di Crisi della Regione Campania - misure di limitazione, per attività commerciali non essenziali, nei fine settimana. Tali decisioni saranno assunte sulla base della valutazione tecnica dell’Unità di crisi regionale e degli epidemiologi che ne fanno parte”. Le nuove restrizioni dovrebbero prevedere la chiusura dei negozi di domenica, un orario ridotto per bar e ristoranti (che dalle 15 alle 18 potrebbero poter servire solo ai tavolini) e l’accesso ai negozi per un solo componente familiare.

Inoltre si sta decidendo in queste ore l’istituzione di zone rosse nelle città della Campania dove si registra un livello alto di contagi e dove è indispensabile una drastica riduzione della mobilità, in coordinamento con le Prefetture competenti e con i Comuni per garantire l’indispensabile impiego delle Forze dell’Ordine per il controllo sui territori. E’ già cominciata nella seduta dell’Unità di crisi regionale di questa sera e proseguirà venerdì la verifica e valutazione per alcuni Comuni.

“Si ricorda che nella giornata di giovedì è stato fatto invito al Prefetto di Napoli - conclude la nota dell’Unità di crisi - e di tanto sono stati informati il Ministro per l’Interno e il Ministro della Salute - di procedere all’adozione di misure restrittive nelle aree di maggiore assembramento nel territorio di Napoli e della provincia. Occorre dare priorità al controllo sul lungomare di Napoli e su alcune strade del Centro storico cittadino, dove si sono verificati fenomeni di assembramenti illegali, irresponsabili e pericolosi sotto il profilo sanitario”.

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