5301 positivi in 19 comuni, l'appello dei sindaci dell'agro aversano: "Da noi serve l'esercito"

Documento unitario per chiedere aiuto: "Pronti a firmare le ordinanze, ma c'è bisogno di rinforzi per farle rispettare"

I sindaci dell’agro aversano chiedono l’esercito per avere la forza di far rispettare le ordinanze anti Covid emesse. E’ quanto hanno messo nero su bianco al termine di una riunione, svoltasi lunedì sera in modalità telematica. “Chiediamo, inoltre, al Governo rinforzi - si legge nel documento - Chiediamo se necessario di inviare l’esercito. Comprendiamo la volontà di voler evitare assolutamente un nuovo lockdown generalizzato e lasciare che siano le autorità locali a scegliere quali restrizioni aggiungere a quelle previste dal Dpcm del 3 novembre ma se noi sindaci variamo ordinanze abbiamo bisogno del supporto dell’esercito e di più forze dell’ordine affinché queste regole siano fatte rispettare. E’ impensabile credere che le Polizie Municipali, ovunque ridotte all’osso, possano da sole realizzare un capillare controllo dei vari territori. Noi le ordinanze siamo pronti a firmarle, ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità, e siamo pronti a farlo a manche ora nel chiudere  strade, piazze e luoghi di ritrovo ma ci ritroviamo bersagliati di critiche, a volte anche dileggiati e questo ci ferisce profondamente perché sono mesi che siamo in trincea a combattere, spesso da soli”.

I numeri, del resto, parlano chiaro: il contagio, soprattutto nell’agro aversano, corre. Secondo i dati ufficializzati dall’Asl di Caserta a lunedì 9 novembre, ci sono attualmente 5301 positivi così divisi: 991 ad Aversa, 129 a Carinaro, 400 a Casal di Principe, 159 a Casaluce, 106 a Casapesenna, 274 a Cesa, 160 a Frignano, 278 a Gricignano d’Aversa, 237 a Lusciano, 567 ad Orta di Atella, 129 a Parete, 243 a San Cipriano d’Aversa, 176 a San Marcellino, 324 a Sant’Arpino, 211 a Succivo, 271 a Teverola, 361 a Trentola Ducenta, 127 a Villa di Briano, 158 a Villa Literno.

Per questo la discussione è andata anche oltre, riguardando le difficoltà che i sindaci si trovano ad affrontare sul piani sanitario. “Abbiamo istituito un tavolo permanete di emergenza per affrontare in modo unitario questo drammatico momento - continua il documento - Alla luce del forte incremento della curva epidemiologica nei territori che amministriamo, i contagi continuano a salire e ogni giorno si moltiplicano le segnalazioni di ritardi nell’esecuzione dei tamponi o mancata assistenza ai cittadini. Noi sindaci, con grande senso di responsabilità, continuiamo ad essere vicini, a cercare di dare risposte e servizi adeguati ai nostri concittadini, ma siamo purtroppo arrivati ad un punto di grande criticità. Chiediamo, pertanto, alla Regione Campania e all’Asl Caserta di attuare protocolli di comunicazione chiari e soprattutto tempestivi. Comprendiamo le difficoltà del momento e sappiamo che le aziende sanitarie locali, con le loro strutture distrettuali, sono sotto stress e hanno pesanti carenze di organico ma riteniamo inaccettabile che le comunicazioni di nuove positività vengano effettuate dopo giorni, visto che questo ritardo si ripercuote sull’attivazione dei servizi di assistenza e supporto comunale. Ma ciò che non può essere più tollerato è il ritardo nell’esecuzione dei tamponi, soprattutto di guarigione, cui spesso bisogna aggiungere giorni e giorni di attesa per la comunicazione dell’esito. Abbiamo tutti esultato, pochi mesi fa, per l’uscita dal commissariamento della sanità regionale. Ebbene è giunto il momento che questo passaggio burocratico dispieghi i suoi effetti sul territorio. Vogliamo iniziare a spiegare alla gente che la sanità territoriale può iniziare a farsi carico dell’assistenza ai pazienti Covid e che le strutture ospedaliere del territorio non siano più costrette a cancellare visite specialistiche o interventi attesi da tempo. Vogliamo, in pratica, poter dire che lo Stato tutela il diritto alla salute di tutti”.

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