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Scuole chiuse, altri 3 sindaci firmano l'ordinanza di proroga

Il provvedimento adottato a Trentola Ducenta, Teverola e San Marcellino

No al ritorno tra i banchi, scuole chiuse ancora per un po'. Altri tre sindaci della provincia di Caserta prorogano la chiusura degli istituti scolastici a causa dell'emergenza coronavirus. Si tratta dei primi cittadini di Trentola Ducenta (Michele Apicella), Teverola (Tommaso Barbato) e San Marcellino (Anacleto Colombiano). Una decisione in linea con quanto disposto già in altri comuni del casertano, quali Arienzo, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo e Presenzano.

Trentola Ducenta, dad fino al 15 gennaio

A seguito della riunione tenutasi venerdì mattina nella casa comunale con l’assessore all’Istruzione Vincenzo Sagliocco, la consigliera delegata ai rapporti con le scuole Milena Costanzo e il dirigente scolastico del Circolo didattico “Giovanni Paolo II”, Gianpaolo Graziano, il sindaco di Trentola Ducenta ha emesso un’ordinanza sindacale contenente disposizioni relative all’attività didattica per il periodo che va dall’11 al 17 gennaio. "Per la scuola dell’Infanzia, in considerazione delle attuali difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, dell’avvenuto esaurimento delle liste d’attesa e del carattere non obbligatorio della frequenza scolastica, non sarà necessario procedere a depennamenti per disfrequenza per l’anno scolastico in corso - fa sapere il sindaco Apicella - Ciò consentirà la libera scelta dei genitori di mandare o meno in presenza i propri figli senza ulteriori incombenze burocratiche". Per la scuola Primaria, invece, considerando i tempi brevi e il numero di classi ridotto (solo prime e seconde), è stata prevista dal dirigente scolastico la possibilità, per i bambini non ancora frequentanti, di seguire l’attività didattica attraverso la connessione in remoto con la classe in presenza. Tale possibilità, però, sarà limitata, per ragioni logistiche e di disponibilità dei device, esclusivamente ai primi giorni della ripresa delle attività in presenza (11–15 gennaio). "Questa scelta è stata adottata, al termine di una ponderata riflessione e valutazione, per consentire di contemperare le esigenze di un ritorno in presenza con quelle di coloro che attendono di conoscere la curva del contagio prima di rimandare i propri figli a scuola - sottolinea Apicella - Una particolare attenzione, per i bambini fragili e per coloro che in famiglia hanno persone fragili o particolarmente a rischio. Le decisioni prese vengono supportate sempre da attente analisi, anche con i tecnici di settore, sempre e solo nel supremo interesse della collettività e dei nostri bambini in modo particolare. Rivolgo un accorato appello ai moderni soloni ad essere più attenti e meno polemici".

Teverola, scuole chiuse fino al 17 gennaio

Provvedimento più drastico invece a Teverola, dove il sindaco Tommaso Barbato ha ordinato la sospensione di tutte le attività educative in presenza delle scuole statali, di ogni ordine e grado, dall'11 fino al 17 gennaio. La decisione è emersa a seguito di interlocuzioni che il primo cittadino ha avuto con il dirigente scolastico e con una rappresentanza di mamme sul territorio, nel corso delle quali sono state evidenziate attuali difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria e dall’avvenuto esaurimento delle liste d’attesa per l’effettuazione dello screening attraverso tamponi antigenici. Inoltre, come sottolineato dal sindaco nell'ordinanza, "risulta completamente fuori controllo la rete del tracciamento dei contatti stretti da parte dell'U.O.P.C., con la conseguenza che i soggetti potenzialmente pericolosi per la cittadinanza non vengono posti in isolamento fiduciario e circolano senza restrizioni". 

San Marcellino, scuole chiuse fino al 16 gennaio

Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di San Marcellino, Anacleto Colombiano, che ha sospeso le attività educative in presenza e i servizi educativi delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado fino al 16 gennaio. "Siamo in una nuova fase della lotta contro la pandemia - afferma il primo cittadino - Una fase in cui deve essere ancora maggiore l’attenzione, in cui bisogna assolutamente evitare situazione suscettibili di innescare nuovi focolai di contagio. Si tratta di una decisione presa di concerto con l’assessore alla Pubblica Istruzione Luigi De Cristofaro. Qualcuno lamenta che si sta violando il diritto dei bambini di andare a scuola. Io rispondo che il diritto più grande e il dovere più impellente lo dobbiamo proprio a loro ed è quello di fare tutto il possibile per salvaguardare la loro salute e non metterli in situazione di potenziale pericolo. Questo è il mio compito. Bisogna restare vigili e garantire la sicurezza dei nostri alunni, dei nostri insegnanti e di tutto il personale scolastico. Questa è la priorità".

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