La chiusura delle scuole "spacca" i presidi casertani

Buonocore: "In queste condizioni è una scelta obbligata". Bianco: "La chiusura era nell'aria". Serpico: "Il centro dei contagi non sono le scuole". E Falcone si dice "rammaricato" per la chiusura del suo istituto: "Non abbiamo casi di coronavirus"

I dirigenti scolastici Antonella Serpico, Nicola Buonocore e Maria Bianco

La chiusura delle scuole in Campania fino al 30 ottobre, disposta dal presidente della Regione Vincenzo De Luca per contenere l'impennata dei contagi da coronavirus, ha 'spaccato' i dirigenti scolastici della provincia di Caserta: c'è chi pensa che quella del governatore sia stata una scelta obbligata e chi invece ha chiuso i battenti ma con grande dispiacere. 

Serpico: "Il centro dei contagi non sono le scuole"

Antonella Serpico, dirigente dell'istituto 'Giordani' di Caserta, come tutti i suoi colleghi campani questa mattina non ha accolto i suoi studenti in classe. E il rammarico è tanto. "Il centro dei contagi non sono le scuole - ha dichiarato a Casertanews la preside Serpico - I problemi più gravi sono i trasporti pubblici, l'offerta sanitaria, la movida. Le scuole hanno lavorato per garantire il rientro in sicurezza però l’impennata dei contagi da Covid-19 in Campania ha fatto decidere per una chiusura di due settimane. Nulla di così grave! É il tempo giusto per renderci conto dei contagi entrati nelle scuole ed evitare che la situazione possa sfuggire di mano. Per ora continuiamo con la didattica integrata". 

Buonocore: "In queste condizioni è una scelta obbligata"

Singolare è invece la situazione che l'istituto 'Drengot' di Aversa è costretto ad affrontare fin dall'inizio dell'anno scolastico. Il plesso di via Nobel infatti ha 30 aule inagibili e già dall'inizio di quest'anno ha dovuto organizzare i doppi turni per i suoi studenti. "Stiamo operando su una struttura non scolastica ma una civile abitazione - ha affermato il dirigente Nicola Buonocore - Quello che stiamo vivendo è allucinante, ogni volta che io e i miei collaboratori entriamo nell'istituto preghiamo Dio affinchè ce la mandi buona. La situazione dei contagi è ingestibile in queste condizioni: ad esempio per ogni docente positivo al coronavirus si genera un effetto domino incontrollabile con la messa in quarantena di intere classi e numerosi gruppi di insegnanti. Abbiamo educato i nostri studenti in maniera egregia sul rispetto delle regole anti contagio, ma purtroppo una volta valicato il cancello della scuola si vanifica tutto. Io non ho la ricetta per poter porre fine a questa situazione paradossale e la chiusura delle scuole non è la soluzione al problema. Ma purtroppo è una scelta obbligata in questo momento".

Bianco: "La chiusura delle scuole era nell'aria"

"La chiusura delle scuole in Campania era nell'aria - ha detto la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo "Giannone-De Amicis" di Caserta, Maria Bianco - Per arrivare a prendere questa decisione De Luca avrà avuto sicuramente elementi validi. Nella mia scuola stiamo affrontando moltissime difficoltà, abbiamo un solo caso di coronavirus che riguarda una docente ma siamo stati costretti a mettere in quarantena diversi insegnanti. E i supplenti non ci sono, dunque diverse classi sono scoperte".

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Falcone: "Chiudiamo con rammarico, da noi nessun contagio"

"Abbiamo chiuso, ma con rammarico. Evidentemente il presidente De Luca ha fatto una valutazione in base ai numeri dell'emergenza, ma nel nostro istituto non abbiamo registrato neanche un caso, e tutte le attività si stavano svolgendo in sicurezza - ha dichiarato invece all'Agenzia Dire, Marcellino Falcone, dirigente dell'Istituto 'Vincenzo De Franchis' di Piedimonte Matese - Il problema è ad di fuori delle scuole, dove ragazzi e familiari sono totalmente liberi. Ma la scuola, in questo, ha ben poche responsabilità. Abbiamo il timore che il limite possa prorogarsi. Non solo per le scuole: un altro lockdown farebbe peggiorare la situazione anche dal punto di vista economico e sociale".

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