Scuole chiuse, rivolta contro De Luca. Nel casertano 800 positivi in soli 8 comuni

Tante strutture avevano già chiuso per scelta di sindaci e dirigenti scolastici. Ecco dove ci sono i ‘mini focolaio’ che preoccupano

La scelta di Vincenzo De Luca di chiudere la scuola in tutta la Campania per due settimane, con l’attivazione della didattica a distanza per gli studenti della prima e della secondaria, ha scatenato la rivolta sui social di tantissimi genitori. Che, stavolta, non hanno accolto benevolmente la decisione drastica del governatore campano di chiudere le scuole, temendo che questo allontanamento, oltre a creare problemi organizzative alle famiglie, possa pesare tanto, soprattutto sui bambini più piccoli, nella cui quotidianità la scuola rappresenta un luogo di socializzazione importante.

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La percezione di una convivenza possibile

Anche perché, a dispetto di sette mesi orsono, la percezione dei genitori è diversa. Nonostante i numeri dei contagi in aumento, infatti, la convivenza col virus sembrava possibile: oggi, in realtà, la scuola (intesa come studenti) sembra pagare altri problemi organizzativi. A partire dai trasporti (soprattutto per le città più grandi) ma anche per i ritardi nell’assegnazione delle cattedre (alcuni istituti, dopo 3 settimane, ne avevano ancora vacanti) che si vanno ad aggiungere coi problemi collaterali al virus, come la quarantena a cui sono stati costretti tanti docenti e collaboratori scolastici coinvolti in provvedimenti per casi positivi nelle loro classi. Le conferme arrivano dallo stesso mondo della scuola, seppur a 'denti stretti'.

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Le scuole già chiuse nei centri più colpiti

Tant’è che, guardando solo alla provincia di Caserta, emerge chiaramente che nei centri più caldi, i provvedimenti di chiusura degli istituti con l’attivazione della Didattica a distanza era stato già adottato da diverse scuole: da Aversa a Marcianise, passando per San Cipriano, Casal di Principe, Castel Volturno e Villa Literno, sono state diverse le scuole che già sono rimaste chiuse per alcuni giorni a causa di positività riscontrate e santificazioni necessarie. 

Più della metà dei positivi in appena 12 comuni

Del resto, i numeri dell’Asl di Caserta sono lì a raccontare l’evoluzione del contagio: e ci dicono che sommando i positivi di appena 8 comuni di Terra di Lavoro, i contagi arrivano a quasi 800 casi. Si parte dai 95 di Caserta arrivano ai 131 di Marcianise, passando per i 99 di Aversa, 94 di Orta di Atella, 87 a Castel Volturno, 89 a Villa Literno, 99 a San Cipriano d’Aversa,  i 102 di Casal di Principe. E se per Caserta ed Aversa si può parlare quasi di un contagio statistico rispetto alla popolazione residenti, negli altri casi la situazione è sicuramente più preoccupante. Anche perché nelle ultime settimane c’è stata una evoluzione anche in altri centri come Santa Maria Capua Vetere (50 positivi attuali), Maddaloni (57), Trentola Ducenta (58) e Sant’Arpino (57) che non fa dormire proprio sogni tranquilli all’Unità di Crisi ed all’Asl di Caserta. In totale, in questi 12 comuni, c’è più della metà degli attuali positivi di tutta la provincia di Caserta: 1018 su 1860.

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