Niente funerali in chiesa, il vescovo di Aversa conferma lo stop

Spinillo: “Le nuove indicazioni del governo sono di difficile applicazione”. A Caserta, invece, D’Alise lascia facoltà di scelta

I vescovi Angelo Spinilo e Giovanni D'Alise

La ‘Fase 2’ della pandemia da coronavirus non ha portato il cambiamento che si attendevano i vescovi, che speravano in una riapertura delle chiese per poter celebrare le Sante Messe domenicali. L’unica vera apertura c’è stata sui funerali che, sulla base dell’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, potranno essere svolti in chiesa con una presenza massima di 15 persone.

Ma non tutti seguiranno questa decisione. Il vescovo della Diocesi di Aversa Angelo Spinillo ha infatti annunciato che “rimane la proibizione di celebrare riti esequiali nelle chiese” per la difficoltà a poter applicare le indicazioni del governo. “Le salme dei defunti - ha scritto Spinillo - evitando forme di corteo o di assembramento di persone, saranno portate al Cimitero, dove, in uno spazio aperto in cui sia garantita la distanza prevista tra le persone presenti (che non dovranno superare le 15 unità e munite di mascherine a protezione delle vie respiratorie), si potrà celebrare il rito funebre.  Per un’efficace applicazione delle indicazioni date dal Ministero e dalla CEI, sarà necessario che i Parroci prendano contatto con le Autorità Civili dei Comuni per l’individuazione degli spazi e soprattutto per stabilire le modalità da usare per la misurazione della temperatura corporea dei presenti con termometro digitale o termo-scanner, impedendo la partecipazione a chi risultasse avere una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi”.

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Di diverso tenore, invece, il messaggio che il vescovo di Caserta Giovanni D’Alise ha inviato ai suoi parroci. Il titolare della Diocesi del Capoluogo ha infatti lasciato libertà di scelta ai sacerdoti ed alle famiglie dei defunti: “I funerali si potranno svolgere in chiesa con tutte le norme di sicurezza indicate nei decreti e solo coi parenti più stretti, non più di 15 persone; all’aperto nei pressi della chiesa con le stesse condizioni di sicurezza; al cimitero in una cappella accogliuente; in famiglia. E’ compito del parroco, sentita l’esigenza della famiglia, decidere in quale luogo celebrare, purché si rispettino le indicazioni di sicurezza”.

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