Drive in per i tamponi e cimitero chiuso nel ponte di Ognissanti

Il sindaco Mirra corre ai ripari: "Curva dei contagi in crescita, bisogna limitare i contatti personali"

Il cimitero di Santa Maria Capua Vetere chiuso per tre giorni

Un drive-in per fare i tamponi e il cimitero chiuso per il ponte di Ognissanti. Sono queste alcune delle ultime decisioni prese dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra, dopo la crescita esponenziale dei contagi da coronavirus (sono 60 i nuovi casi registrati negli ultimi dieci giorni nella città del Foro).

"L'unità operativa di prevenzione collettiva del nostro distretto Asl è in grandissima difficoltà con la catena del tracciamento dei contagi - ha spiegato il sindaco Mirra - L'Asl inoltre ha un numero arretrato importante di tamponi da effettuare ai contatti diretti dei cittadini risultati positivi al Covid-19". Ed è per questo motivo che nella giornata di venerdì 30 ottobre sarà allestita, presso l'area mercatale, una postazione drive-in per i tamponi. "Coloro i quali dovranno sottoporsi ai test saranno contatti dall'Asl e dovranno presentarsi in auto e muniti di documento di riconoscimento", ha fatto sapere il sindaco. 

Il trend dei contagi è in crescita e per contenere la diffusione del coronavirus il sindaco Mirra ha deciso di chiudere il cimitero nelle giornate di sabato 31 ottobre, domenica 1 e lunedì 2 novembre, così come raccomandato dall'Unità di Crisi. "Chiudure il cimitero durante il ponte di Ognissanti è una scelta dolorosissima ed è l'ultima cosa che intendevo fare - ha affermato Antonio Mirra - E' chiaro però che rispettare una serie di criteri per l'apertura è quasi impossibile considerate le dimensioni, l'affluenza e la struttura del nostro cimitero. Dunque la mia è una scelta di prudenza. Così come è una scelta di prudenza chiudere gli uffici comunali (salvo quelli che offrono servizi essenziali al cittadino), la villa comunale alle 20 e i playground. Vi chiedo di rispettare queste misure perchè non abbiamo la possibilità di mettere un vigile urbano, un carabiniere o un poliziotto a controllare tutto. E' una situazione molto preoccupante e dobbiamo limitate quanto più possibile i contatti personali, perchè la diffusività del contagio è enorme".

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