Scuola tra paure e rischi di contagio, la rabbia dei genitori: "Si attivi la didattica a distanza"

Decine di familiari degli studenti hanno fatto richiesta alla dirigente e agli organi competenti provinciali e regionali

Decine di genitori di studenti della scuola secondaria di I grado "I. C. Basile Don Milani" di Parete si stanno battendo "da prima che iniziasse l'anno scolastico" affinché venga presa in considerazione l'utilizzo della didattica a distanza facoltativa per "ovviare a problematiche di diversa natura. E' davvero irrazionale che i dirigenti scolastici innalzino muri insormontabili, che si debba interagire con i docenti esclusivamente mediante video conferenza mentre i nostri ragazzi possono tranquillamente frequentare la scuola. Ma questa è, giusto, una piccola osservazione", fa sapere Francesco Masucci, in qualità di rappresentante di una classe del plesso scolastico, che ha già scritto alla dirigente Laura Taddeo, Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta, al sindaco di Parete Gino Pellegrino e al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

"Ciò che davvero è sconcertante è che nessuno (a partire da chi governa la nazione) abbia speso un solo decimo di un solo neurone per dare
un’alternativa ai genitori che, per qualunque motivo, non possono o vogliono “rischiare” nel mandare a scuola i propri figli. Perché il “rischio” c’è, è evidente, è indiscutibile, è riconosciuto da tutte le autorità in causa; c’è chi addirittura lo ha definito “esperimento” e la scuola non può assolutamente essere definita tale (quando in gioco c’è la salute). Eppure, una simile soluzione avrebbe evitato tanti disagi succeduti all’apertura delle scuole e che tuttora sono in essere, come: gli spazi ambientali, il distanziamento in classe, la disponibilità di risorse umane, materiali ed economiche, le esigenze lavorative dei genitori (compromesse dalle turnazioni).  Tale soluzione non favorirebbe ne danneggerebbe alcuna parte interessata".

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"Ciò, però, che davvero mi inquieta è che nessuno abbia considerato il caso in cui un alunno possa essere veicolo di contagio per i familiari
(nello stesso domicilio) per i quali il virus causerebbe gravi conseguenze (in molti casi la morte) poiché già aventi un notevole deficit immunitario. Ovviamente, poi, la soluzione potrà essere contemplata quando ormai “ci è scappato il morto”; vorrei che almeno una volta si faccia un provvedimento per prevenire e non per riparare". 

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