Il delivery "spacca" i pizzaioli casertani

Lioniello: "Preferiamo il servizio diretto al cliente". Rossi: "E' importante ripartire dopo mesi di chiusura forzata"

I pizzaioli Salvatore Lionello e Pasqualino Rossi

L'apertura delle pizzerie con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero online e consegna a domicilio, disposta dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ha 'spaccato' i pizzaioli della provincia di Caserta: c'è chi preferisce offrire anche il servizio di delivery e dunque ritornare a sfornare pizze già da lunedì 27 aprile e chi invece non rinuncia al servizio della pizza in pizzeria.

“Non apriremo il 27 aprile poiché il mio brand è improntato al servizio diretto al cliente e non al delivery - dichiara Salvatore Lioniello, titolare della pizzeria 'Da Lioniello' sita in via Murelle a Succivo, uno tra i nomi più mediatici della nouvelle vague della pizza contemporanea - Faremo dunque un passo indietro anche per giustizia nei confronti di chi ha sempre lavorato con servizio d’asporto. Aspetteremo un decreto serio per poter ripartire”. Poi sul delivery: “E’ piuttosto pesante per chi come noi, lavora vicino ad un forno di 400 gradi indossare mascherine, guanti e protezioni varie, è davvero un grande sacrificio - aggiunge - Ma la questione importante è anche quella legata ai fattorini che porteranno le pizze nelle case delle persone. Le piccole pizzerie che non hanno la possibilità di un palmare per consentire il pagamento tramite carta, potrebbero seriamente aggravare l’emergenza coronavirus considerando che le banconote sono veicolo di contagio”.

Per quanto riguarda invece la ripresa post emergenza coronavirus Lionello è chiaro: “Lavorerà chi metterà più in sicurezza i clienti e chi riuscirà a trasmettere loro maggiore positività - sottolinea il pizzaiolo, uno dei più rinomati della provincia di Caserta e d'Italia - A livello strutturale e in materia di norme igienico-sanitarie bisognerà lavorare tanto e noi lo faremo con almeno 3 interventi di sanificazione al giorno. Sarà poi difficile vedere camerieri, pizzaioli e operatori del nostro settore in stile infermieri degli ospedali con mascherine e altri dispositivi di protezione del caso, ma dovremo cominciare ad abituarci a questo. Inoltre si parla di mettere protettori in plexiglas tra un posto e l’altro dello stesso tavolo. Su questo sono completamente in disaccordo in quanto è inutile separare persone che vivono sotto lo stesso tetto oppure arrivano in pizzeria tramite la stessa auto. Sono convinto che la crisi durerà fino a fine 2020, ma sono come al solito positivo. Non licenzierò nessuno dei miei dipendenti a costo di rimetterci”.

Tutt'altra invece è la decisione presa da Pasqualino Rossi, titolare della pizzeria 'Elite' sita in corso Umberto I ad Alvignano. “Il 27 aprile riapriamo con il servizio di delivery - fa sapere il rinomato pizzaiolo, conosciuto per aver adottato il lievito madre e la farina Ricca al 100% (una “0” che lascia maturare per 14 ore) - In questo momento penso sia una cosa fondamentale per le pizzerie che sono chiuse ormai da mesi, in modo tale da poter iniziare a panificare, a fare le pizze. Personalmente non mi sposterò molto lontano dalla pizzeria perché la mia pizza deve arrivare a casa sempre con tutte le sue caratteristiche. Se aumento i chilometri per vendere più pizze porto una pizza cattiva e quindi preferisco non farlo”.

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“Sono positivo per la ripresa post emergenza perché altrimenti non si riesce a lavorare con una marcia in più - sottolinea Pasqualino Rossi, entrato da anni nell'elite della pizza che conta - Nella mia pizzeria abbiamo provveduto al distanziamento di ogni tavolo di 2 metri riducendo i posti a sedere da 140 a 60. Inoltre abbiamo un ingresso ed un’uscita separati in modo tale che le persone non si avvicinino troppo. Abbiamo poi installato nel locale una serie di piantane con dei prodotti per la sanificazione delle mani. Inoltre misureremo la febbre a tutti i dipendenti prima di iniziare a lavorare. Sicuramente non sarà più come prima, le persone verranno scaglionate nella pizzeria con tre orari. Speriamo di tornare ad una normalità di vita”.

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