Delivery, un'ora in più per le consegne di ristoranti e pizzerie. Via camici e sovrascarpe

La nuova ordinanza di De Luca sulle consegne a domicilio. Gastronomie e rosticcerie accorpate ai bar ed alle pasticcerie

Le modifiche per il delivery

Un'ora in più per pizzerie, pub e ristoranti; via guanti, camici e sovrascarpe per gli addetti alle cucine; gastronomie e rosticcerie accorpate al turno mattutino (quello di bar e pasticcerie). Sono queste alcune misure contenute nella nuova ordinanza del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha modificato il proprio provvedimento "allentando" alcune prescrizioni. 

Secondo la nuova ordinanza sul delivery sarà possibile per bar, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie, gastronomie, tavole calde e similari, effettuare consegne a domicilio dalle 7 e con possibilità di effettuare l’ultima corsa di consegna alle 14. Pub, ristoranti e pizzerie, invece, potranno restare aperti dalle 16 alle 23, con un'ora in più per la consegna. 

Per quanto riguarda le prescrizioni, ritenute troppo stringenti dagli esercenti, c'è stato un leggero allentamento: via camici monouso e sovrascarpe ed anche i guanti quando non risulterà possibile utilizzarli. Necessario, comunque, mantenere le distanze di sicurezza tra i dipendenti all'opera. Inoltre, De Luca ha fatto chiarezza anche sull'aspetto delle visite mediche che saranno dirette "ad accertare l'assenza di sintomatologia da Covid 19" e non più il buono stato di salute del dipendente. Resta l'obbligo di misurazione della temperatura. 

Nelle ore precedenti all'emanazione delle nuove direttive era stata l'Anci a chiedere chiarimenti. "Pare  - ha scritto il presidente regionale e sindaco di Caserta Carlo Marino -  si debba intendere che qualora nei locali possano essere garantite le distanze di sicurezza tra i dipendenti non è da ritenersi necessario indossare gli appositi dispositivi di protezione, cioè mascherine, guanti e camici monouso e sovrascarpe. Tale interpretazione è ad avviso di chi scrive da ritenersi assolutamente prevalente, soprattutto perché qualora si dovesse optare per l’obbligatorietà per il personale di indossare tutti i dispositivi di protezione sul luogo di lavoro, potrebbe generarsi un accrescimento del rischio sui luoghi di lavoro, in particolare per il personale addetto alle cotture degli alimenti che si troverebbero a lavorare nei pressi di fiamme vive con camici e guanti infiammabili". Chiarimenti che sono arrivati con l'ordinanza. 

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Nello stesso provvedimento De Luca ha vagliato anche misure per le attività edili e per le attività conservative e di manutenzione, di pulizia e sanificazione nei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive, ancora sospese, comprese le attività alberghiere e ricettive in genere nonché quelle balneari e quelle relative alla manutenzione, conservazione e lavorazione delle pelli.

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