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De Luca: “Siamo in guerra, restate in casa. Voglio liberare la Campania entro il 2021 dal Covid”

Il governatore: “Nel giro di 10 giorni rischiano di dover chiudere reparti per far spazio ai pazienti positivi. Su AstraZeneca nessuna psicosi. Cerchiamo dosi anche sul mercato internazionale”

La situazione è difficile e si rischia che, nel giro di 10 giorni, “saremo costretti a chiudere altri reparti per far spazio ai pazienti Covid”. E’ il duro messaggio mandato dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che richiama la necessità di “stare in casa, così come abbiamo fatto a marzo dello scorso anno”.

Per il governatore “non è chiaro a tanti concittadini che siamo in guerra. Quando inizi ad avere 4-500 morti, vuol dire che siamo in guerra. Siamo in una situazione in cui ormai, quasi in ogni condomino, c’è un nostro concittadino che muore. Non è una condizione di ordinaria amministrazione, ma purtroppo non tutti lo hanno capito. Tra i cittadini ed anche ad alcuni livelli istituzionali”. Non manca anche una stoccata ai controlli del Nas che “per aprire i centri vaccinali vanno a guardare peli e sottopeli. Ancora non abbiamo capito qual è la gravità della situazione. Ci sono comportamenti da ordinaria amministrazione”.

Poi parla dei vaccini: “C’è una sola priorità ed è data dal personale socio sanitario, dalle residenze sanitarie assistite, ultra ottantenni e fasce deboli che sono disabili, malati cronici, cardiopatici, malati oncologici, malati di diabete e malattie rare. Che nella nostra regione sono un milione di cittadini. Poi c’è una seconda categoria indicato come prioritaria: mondo della scuola e forze dell’ordine. Per i prioritari viene utilizzato Pfizer o Moderna; per altre persone viene utilizzato AstraZeneca. I due vaccini camminano su piani diversi. Dalla prossima settimana inizieranno a vaccinarsi anche i malati cronici, ma il problema che il vaccino Pzifer non c’è nella quantità sperata”.

De Luca poi affronta il nodo AstraZeneca: “Evitiamo psicosi, perché non c’è alcun motivo per essere angosciati. Ci sono state alcune ricadute che vanno verificate in persone che hanno avuto la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Su milioni di vaccinati in tutta Europa con queste dosi abbiamo avuto pochi casi, anche gravi. La cosa che va accertata è che le patologie che si sono determinate siano o meno collegate al vaccino. Per questo è stata sospesa, anche in Campania, la somministrazione di una partita di vaccino che è quella per la quale si è determinato un problema. Per motivi prudenziali, attendiamo la valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità”.

Oggi in Campania “l’obiettivo è di porre fine a questo calvario per il 2021. Ho detto altre volte che avevamo programmato di arrivare a luglio la città di Napoli tutta vaccinata, come fatto simbolico. Volevo farla diventare la prima città d’Europa libera dal Covid. Ma non ci sono arrivati i vaccini. Con le forniture attuali riusciremo a vaccinare non più di 700mila campani in 10 mesi. Questo significa che il calvario continuerà anche l’anno prossimo. Noi stiamo lavorando, ma consentitemi un po’ di riserbo, per fornirci di altri vaccini se vogliamo concludere il calvario entro il 2021 e tornare alla vita normale. Mi sento di chiedere un sacrificio ai nostri cittadini in vista di questa prospettiva: liberare la Campania entro il 2021. Dopo le priorità, si procede per fasce d’età. Siamo orientati a vaccinare dovunque e comunque. Ci stanno proponendo anche fabbriche, anche la Coldiretti ci ha offerto le loro sezioni. Noi vaccineremo ovunque”.

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