"Azzerare la tassa sui rifiuti e contributi a fondo perduto per aiutare i commercianti"

La proposta di sei consiglieri comunali al sindaco per l'emergenza coronavirus

I consiglieri di minoranza a Mondragone

Un documento in 9 punti per rilanciare Mondragone dopo l’emergenza Covid-19. E’ quello che hanno sottoscritto i consiglieri comunali di opposizione Valerio Bertolino, Achille Cennami, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro e Giovanni Schiappa che, sottolineano, avrebbero voluto “presentarlo in consiglio comunale, svolgendolo al Palazzetto dello Sport o anche in videoconferenza, ma abbiamo dovuto leggere solo dalla stampa che l’attuale maggioranza politica ha preferito riunirsi da sola, evidentemente per evitare ancora una volta quel confronto che, seppur sollecitato, viene sistematicamente evitato sin dalla campagna elettorale”.

Le proposte avanzate dall’opposizione partono dall’idea che “bisogna dimostrare subito il coraggio di compiere determinate scelte riguardo ai tributi locali, favorire la solidarietà contributiva ed offrire un’ampia disponibilità istituzionale”. Per questo motivo viene chiesto l’esonero della tassa sui rifiuti per l’intero periodo di chiusura di ogni singola attività; l’esonero del canone di occupazione di suolo ed aree pubbliche per l’intero anno, per consentire di ampliare gratuitamente (anche in prossimità se non dovesse essere possibile in adiacenza) gli spazi adibiti all’attività, per rispettare le precauzioni di distanziamento sociale senza però compromettere la redditività di ogni singolo esercizio; l’esonero del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari per l’intero anno, per consentire di promuovere con minori costi l’offerta e le iniziative volte ad aumentare gli introiti di ogni singola attività; l’esonero dal pagamento dell’imposta municipale unica, per l’intero periodo di chiusura dell’attività, a favore del proprietario dell’immobile in cui insiste l’esercizio; la corresponsione di un contributo economico a fondo perduto per riorganizzare la ripresa dell’attività che, oltre all’adempimento di sanificazione dei locali, prevede anche ulteriori opportune spese volte a rispettare adeguate precauzioni igienico-sanitarie e logistico-organizzative; la ricerca (a mezzo avviso pubblico) della disponibilità alla compensazione a favore del proprietario dell’immobile, ai fini del pagamento dell’imposta municipale unica, dell’importo equivalente al canone di locazione non percepito per l’intero periodo di chiusura dell’attività operante all’interno del locale in fitto, onde favorire all’inquilino l’esonero solidale dal relativo pagamento del canone di locazione; la sospensione straordinaria per l’intero anno della richiesta di regolarità tributaria per qualsivoglia permesso e/o concessione da rilasciare all’attività per cui si richiede, compreso il rilascio delle estensioni in proroga delle concessioni demaniali marittime al 2033; l’estromissione dell’area destinata ad arenile dalla superficie computabile ai fini del pagamento della tassa sui rifiuti per i balneari, volta a contenere il decremento reddituale causato dall’evidente disagio logistico-organizzativo per dover rispettare le precauzioni di distanziamento sociale;  la richiesta formale al Consorzio Idrico Terra di Lavoro finalizzata a riconoscere l’esonero del pagamento del servizio idrico per l’intero periodo di chiusura dell’attività, favorendo in subordine presso la PubliServizi almeno la riduzione dei relativi pagamenti per l’intero periodo di chiusura delle attività.

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“Tutto questo - concludono i consiglieri - si può e si deve fare tagliando dal bilancio comunale dell’anno scorso tutto quanto è stato discrezionalmente speso, tenendo conto di quanto quest’anno, durante il periodo di chiusura, non é stato impegnato e, soprattutto, scegliendo di tendere la mano e preferendo i fatti alle parole. Questa è la ricetta concreta che la minoranza consiliare vuole per la città”.

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