Bloccati coi bambini in Kenya da un mese, imprenditore casertano si offre di ospitarli

Diana e Fabiano hanno lanciato un appello via social. Bo: “Li ospiteremo nella nostra struttura”

Diana Santoro e Fabiano Gaeta

Bloccati in Kenya da oltre un mese insieme ai figlioletti di 5 anni e 19 mesi senza riuscire a tornare ed abbandonati in una struttura ricettiva dove però non c’è neanche più il personale. Per questo motivo Diana Santoro e Fabiano Gaeta hanno lanciato un appello tramite Facebook per chiedere aiuto per rientrare in Italia . Hanno raccontato di non essere riusciti a imbarcarsi sull'ultimo volo per Roma organizzato dall'ambasciata italiana e decollato il 31 marzo da Nairobi per riportare in patria 170 italiani. E non hanno trovato posto neanche su un aereo partito per Francoforte a inizio aprile per il rientro di turisti tedeschi. "Siamo ancora qui, noi e altri 500 turisti italiani che sono nelle stesse condizioni - ha raccontato Diana nel video - Il villaggio è in stato di abbandono, scarseggiano viveri e medicinali e siamo alla mercé dei ladri". Secondo la donna, alcuni dei connazionali hanno il visto di soggiorno scaduto o in scadenza. "Tanti italiani stanno tentando di collegarsi al sito dell'ufficio immigrazione di Nairobi per sbrigare le formalità ma non si riesce a fare la registrazione necessaria e l'ufficio è chiuso per il coronavirus. E' per questo che ci rivolgiamo alla rete e lanciamo il nostro appello disperato: aiutateci a tornare a casa”.

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L’appello della coppia è stato raccolto dall’imprenditore di Aversa Francesco Bo, presidente di VRClub, compagnia turistica italiana che in Kenya gestisce una struttura alberghiera, che ha iniziato ad offrire ospitalità.“Venuti a conoscenza della storia di questa famiglia, ci siamo messi in contatto con loro, offrendogli quanto meno una sistemazione consona alle esigenze di una famiglia così lontano da casa in un momento come questo. Anche il nostro management è ancora bloccato li, ma confidiamo nell’ottimo lavoro che sta svolgendo il consolato e l’Ambasciata italiana. Nel frattempo - conclude Bo - accogliamo ovviamente e gratuitamente i concittadini nella nostra struttura, offrendogli una sistemazione degna e adatta alla famiglia rispetto a quella in cui soggiornavano. Fieri di essere italiani”.

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