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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Attualità Pignataro Maggiore

Cooperativa 'sfrattata' dal bene confiscato: "Disabili cacciati"

I soci di Apeiron dopo la pec dell'Ufficio di piano dell'Ambito C9: "Giù le mani dalla cooperazione sociale sana e dai budget di salute"

"Giù le mani dalla cooperazione sociale sana e dai budget di salute". E' questo il duro commento della Cooperativa Apeiron il cui legale rappresentante, nella giornata di venerdì scorso, si è visto recapitare una pec del coordinatore dell'Ufficio di piano dell'Ambito C9 che comunicava il divieto immediato di prosecuzione di tutte le attività svolte presso Villa Imposimato a Pignataro Maggiore, il bene confiscato alla camorra. "Occupandoci, tra l'altro, anche della gestione delle attività socio-riabilitative nel gruppo di civile convivenza per utenti in PTRI (Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali) con budget di salute, la prima conseguenza immediata è quella di mettere per strada ben 7 ospiti psichiatrici, adducendo una mancanza documentale, in una procedura di autorizzazione avviata a metà 2020", fa sapere la Cooperativa Apeiron, che ha tentato invano, da mesi, di interloquire con l'Ambitoper completare le procedure di autorizzazione del gruppo di civile convivenza, "dopo aver più volte inviato, sin da subito, i documenti richiesti via pec e consegnati a mano".

"Ci chiediamo, come sia possibile che puntualmente, attraverso azioni strumentali, venga negata ai soci e alle socie la possibilità di fare il proprio lavoro, cioè essere accanto alle persone fragili - si legge in una nota della Cooperativa Apeiron - Ci chiediamo, come sia possibile che documenti e pec con protocolli di accettazione svaniscano nel nulla. Ci chiediamo ancora, in maniera determinata, se ci troviamo di fronte ad un'unica strategia di attacco ad un sistema sano di progettualità socio-sanitarie, messo in campo da collaborazioni pubblico/privato sociale, che abbattendo i costi e, quindi, contro grandi interessi, pone al centro la persona nei suoi percorsi di rivendicazione dei diritti e di piena autonomia. Visti i dieci furti subiti dalla Cooperativa negli ultimi due anni sui beni confiscati, la campagna mediatica diffamatoria che sta subendo, viste le centinaia di missive anonime, a questo punto, supporre l’esistenza di un'unica cabina di regia di attacco sistemico alla cooperazione sociale sana, che opera nelle regole e nella legalità per la giustizia sociale, ai budget di salute e ai beni confiscati non è così surreale". In questo sconcertante quadro, come se non bastasse "il marcio che sta emergendo nell’affidamento dei servizi sociali, ci si arroga il diritto di interrompere senza alcuna fondata giuridica motivazione un'attività dedicata alle persone".

La Cooperativa Apeiron ribadisce con forza e determinazione che "non si farà piegare da un sistema malato, mettendo in campo tutte le proprie forze e quelle della rete di quella comunità che ha deciso di stare dalla parte sana della società. Esprimiamo indignazione verso una istituzione pubblica che, invece di tutelare la vita delle persone, preferisce intentare una sconcertante caccia alle streghe, che mette in discussione il lavoro e l’impegno quotidiano di lavoratori che con passione e dignità mettono in campo professionalità e dedizione e non tiene in nessun conto la vita di 7 ospiti della struttura. Non giriamoci dall’altra parte, parliamo di persone fragili e, quindi, di storie di vita delicate. Si invita, pertanto, il coordinatore d’Ambito C9 ad un incontro di persona, a guardarci negli occhi e a dirci cosa lo spinge ad azioni così surreali e senza fondamento".

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