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Martedì, 29 Novembre 2022
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Mare pulito nel casertano: l'Arpac conferma i risultati

Il punto sulla balneabilità in Campania a fine settembre 2021

Con i controlli effettuati nel corso del mese di settembre termina la stagione balneare 2021, iniziata quest’anno regolarmente ad aprile. Le attività in mare dell’Arpa Campania proseguono comunque con interventi nel caso si dovessero verificare criticità anche al di fuori della stagione balneare. Nel solo mese di settembre, sono 402 i campioni di acqua di mare prelevati dai tecnici dell’Arpac a bordo dei propri battelli nautici al comando dei conduttori specializzati dell'Unità Operativa Mare, a fronte di un totale di ben 2510 campionamenti eseguiti nell’arco temporale dell’intera campagna di monitoraggio (aprile-settembre), svolta in un’ottica di prevenzione di eventuali rischi per la salute dei bagnanti.

"Il mare casertano è pulito"

Complessivamente le indagini microbiologiche sugli indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che hanno dato esiti non conformi ai limiti normativi rappresentano il 4,6% dei campioni effettuati, valore percentuale superiore al 2% registrato nel 2020 a causa probabilmente di eventi piovosi più frequenti e intensi, che hanno messo in crisi in alcuni tratti di mare i sistemi di collettamento dei reflui urbani. Nessuna di queste criticità ha riguardato la provincia di Caserta, in cui nessun divieto temporaneo alla balneazione è stato emesso a dimostrazione delle attività migliorative messe in atto della amministrazioni comunali.

I controlli nel napoletano e nel salernitano

Nel corso del mese di settembre i valori eccedenti i limiti di legge, con conseguente interdizione alla balneazione, hanno interessato i comuni di Lacco Ameno (tratto “Fundera”) e Portici (tratto “Ex Bagno Rex”) in provincia di Napoli e Praiano (tratto “Vettica Maggiore”), Minori (tratto unico “Minori”) e Camerota (tratto “Fornaci-Lentiscella”) nel salernitano. Per Atrani (tratto unico “Spiaggia di Atrani”) è stato sospeso il campionamento routinario in virtù del divieto di balneazione cautelativo emesso dal sindaco a inizio settembre come allerta per possibile inquinamento delle acque di balneazione a causa dell’avversa situazione meteorologica. Tuttavia è stato registrato comunque un esito non conforme sia il 6 settembre in un campione emergenziale che il 23 settembre nel prelievo effettuato a distanza crescente dal punto identificativo. Nonostante fosse nel frattempo intervenuta la revoca del divieto da parte del Comune, dopo la normalizzazione degli eventi meteo, la balneazione è da intendersi sconsigliata nelle acque di questo comune in esito al prelievo del 23 settembre, come prevede la normativa.

Sempre in un’ottica precauzionale, in occasione delle precipitazioni abbattutesi sul territorio comunale di Sapri, il 5 settembre è stata adottata specifica ordinanza di divieto alla balneazione, per l’acqua di balneazione “Lungomare di Sapri” che risente dell’influenza del Torrente Ischitello, e inoltre per l’acqua di balneazione “Camerelle”, acqua quest’ultima ancora in divieto a causa di lavori urgenti alle condotte sottomarine a servizio del depuratore del Comune di Sapri. Per “Lungomare di Sapri” invece lo scorso 21 settembre è stato revocato il divieto di balneazione, revoca confermata dall’esito analitico favorevole del prelievo di fine mese di settembre. Valori difformi sono stati registrati anche nei punti di prelievo cosiddetti di studio di Salerno (tratto “Spiaggia a sud del porto di Arechi”, qui dunque a seguito del prelievo dell’8 settembre balneazione sconsigliata) e di Vietri sul mare (tratto “Marina di Vietri Primo tratto”), quest’ultima già vietata alla balneazione perché dichiarata di qualità scarsa all’ultima classificazione regionale.

Anche a Napoli (tratto “Pietrarsa”), a Torre Annunziata nell’acqua denominata “Nord foce Sarno”, a Castellammare di Stabia (tratto “Ex Cartiera”) e a Pontecagnano Faiano (tratto “Magazzeno”), analogamente acque vietate in quanto di scarsa qualità, sono stati superati i valori batteriologici dei prelievi mensili. Come di prassi per tutti gli esiti non conformi sopracitati, che hanno determinato le conseguenziali interdizioni temporanee alla balneazione, sono state allertate e contattate le amministrazioni comunali di pertinenza per individuare e rimuovere le eventuali cause di contaminazione prima di ripetere i prelievi microbiologici attestanti la cessazione dell’evento inquinante. 

I tecnici dell’Arpa Campania sono inoltre intervenuti con sopralluoghi e prelievi in emergenza nella provincia di Napoli per schiuma ad Ischia (tratto “Carta Romana”) e a Bacoli (tratto “Spiaggia del Castello di Baia”) per la presenza di una chiazza iridescente il cui odore suggeriva una presunta presenza di idrocarburi. Nel corso delle ispezioni visive sono stati inoltre avvistati elementi di plastica e rifiuti vegetali a Sorrento (tratto “Capo di Sorrento”) e a Massa Lubrense (tratto “Punta San Lorenzo”) e di sola plastica a Bacoli (tratto “Spiaggia Romana- Lido P.S.”) e a Torre Annunziata (tratto “Villa Tiberiade”). Nel salernitano sono stati effettuati prelievi per la ricerca di tensioattivi a Ravello (tratto “Castiglione”) per la presenza di schiuma rada a chiazze e in tratti del litorale di Vietri su segnalazione della Guardia costiera, ma dal momento che nessuna anomalia è stata rilevata all’atto della verifica non si è ritenuto prelevare ulteriori campioni di acqua di mare. Ad Eboli (tratto “Campolongo Primo”), invece, due prelievi in emergenza sono stati eseguiti per colorazione anomala dell’acqua di mare tendente al verde scuro.

In tutti questi casi, i campioni di acqua di mare prelevati in tali circostanze per la ricerca dei tensioattivi, nutrienti ed idrocarburi non hanno evidenziato dati rilevanti. Le corrispondenti analisi microbiologiche hanno accertato la conformità ai limiti previsti dalla normativa vigente. In alcuni casi è stata riscontrata una significativa proliferazione di fitoplancton (Dinoflagellati e Diatomee) in particolare di microalghe non considerate tossiche per l’uomo ma che possono causare una colorazione anomala delle acque. 

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