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L'ex consigliere comunale di Aversa, Francesco Di Virgilio

L'ex consigliere comunale di Aversa, Francesco Di Virgilio

"Vergognosa contesa per le poltrone, subito nuove elezioni"

L'ex consigliere comunale all'attacco: "Non hanno saputo risolvere un problema, tornino a casa"

"Lo spettacolo indecoroso andato in scena tra i componenti della maggioranza ha fin troppo offeso gli aversani in un momento così delicato per la città e l'intera umanità. Ma la vergognosa contesa per chi voleva una poltrona e chi non la voleva proprio mollare, ha assunto toni aspri e violenti al limite della decenza: chi voleva teste da mozzare, chi continuava a mandare messaggini alla minoranza implorando di votare a favore, chi scappava dai banchi, chi staccava il collegamento in rete. Insomma un vero teatro dell'assurdo". Ad affermarlo è Francesco Di Virgilio, ex consigliere comunale di Aversa che commenta quanto è accaduto (e sta ancora accadendo) nel mondo politico della città normanna. 

"Una pantomima da Impero Romano che ha visto degenerare e incalzare il "sindaco mimo istrionico" sui soggetti politicamente osceni della sua attuale, ex e "futura?" maggioranza, risaltando le sanìe che infetta le amministrazioni e mortifica la politica. Non hanno saputo amministrare la città; non hanno voluto stare tra la gente; non hanno saputo ascoltare; non sono riusciti a risolvere uno, che sia uno, tra i problemi della comunità; dulcis in fundo non hanno saputo tenere assieme la loro stessa maggioranza".

Di Virgilio sottolinea che "dopo poco insediati già litigavano per una poltrona o per un incarico. Assegnavano incarichi a professionisti casertani di migliaia di euro che risultavano solo uno spreco di denaro pubblico, prelevato dalle tasche di noi cittadini. In aggiunta ai tanti assessori sempre assenti o in viaggio per il mondo che sono costati alla città in un anno e mezzo oltre 300 mila euro. Per cosa? Per poche delibere (qualcuna anche errata) e un paio di manifestazioni. Vergognatevi. E loro cosa fanno? Invece di rinchiudersi nelle loro case a meditare sul disastro totale di un anno e mezzo di dolce far niente, hanno sciolto i propri cani da social, quelli veri e quelli con profilo fake, sempre pronti a controllare ogni commento, ogni critica, ogni momento poco gradito. Una rete capillare di galoppini virtuali pronti a tutto pur di raccontare finte verità e storie immaginarie presenti solo nella propria fantasia. Esercito della falsa salvezza e della torbida purezza. Guardiani e custodi della santità del venerabile beato martire. Legionari del consenso a tutti i costi. Armata del so tutto io "perché io sono io e voi non siete un cavolo". Sacerdoti della litania del vittimismo cosmico". 

"Ora, dopo che tra di loro se le sono dette di cotte e di crude nel civico consesso, dimostrando la loro reale immagine, e chissà quante se ne diranno ancora nei prossimi giorni, nel proprio delirio di onnipotenza e onniscienza si sono organizzati persino una ridicola petizione on line che spingesse la gente a chiedere al sindaco di restare. Ma come? Ma cosa? Non si è dignitosamente dimesso come avrebbe fatto chiunque al posto suo? Si è ritrovato (per ora) senza maggioranza e non è riuscito a far approvare lo scostamento del bilancio. Da qui, si va a casa. Tutti. Punto. A meno che questa petizione non sia rivolta a qualche consigliere di minoranza (ribaltone, inciucio, poltronismo, fate un po' voi) nella speranza che venga votato e il gattopardo martire piangente ritorni in sella. La stessa da cui è stato disarcionato dai suoi stessi compagni di 'credo'. Da quelli onesti. Dalla brava gente. Insomma, da quelli come lui. Attenzione: non da quelli di prima. Da quelli nuovi e belli che ha tanto baciato e abbracciato. Ebbene, questa assurdità della petizione, o è rivolta a loro o non serve a nulla se non a fare ancora e ancora e ancora le vittime. Vittime di sé stessi. Perché in un Paese democratico quale si pregia di essere l'Italia, una petizione per fare un sindaco esiste già e si chiama nuova elezione".

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