Azzolina attacca, De Luca replica con i numeri: 60 contagi nelle scuole del casertano

La ministra accusa il governatore: "Scelta inopportuna". Secondo l'Unità di crisi 600 casi tra docenti e studenti in Campania

De Luca e la ministra Azzolina

"Per il livello di contagio registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie sono da sospendere le attività didattiche ed educative in presenza". E' stata questa l'indicazione fornita dall'Unità di Crisi e che ha spinto il governatore Vincenzo De Luca ad imporre la didattica a distanza per due settimane alle scuole elementari, medie e superiori della Campania, oltre che per le materne per le quali in alternativa vigerà la chiusura. Un'indicazione che trova il suo principio nei numeri.

Ed a snocciolarli è stato lo stesso presidente dopo che la ministra Lucia Azzolina aveva parlato di "accanimento nei confronti della scuola" confortata dallo "0,075% degli studenti è risultato positivo al covid" in Campania. Ebbene, i dati forniti da De Luca sono diversi e forniscono un quadro più preoccupante. De Luca (a differenza della titolare dell'Istruzione) inserisce tra i contagi del mondo scuola inserisce sia gli alunni sia i docenti. In totale si parla di circa 600 casi (di cui 70 connessi) tra Napoli e la provincia di Caserta dove ce ne sono 60. Secondo quanto rivelato dall'Unità di Crisi al Governatore "decine di questi contagi sono contatti diretti, e sono stato rintracciati attraverso il contact tracing".

De Luca si affida alla matematica dopo che la Ministra aveva lanciato parole al vetriolo parlando, in un'intervista radiofonica, di "decisione gravissima quella di De Luca di chiudere le scuole, profondamente sbagliata e inopportuna".

Ma il provvedimento non ha mancato di suscitare polemiche anche nel campo dell'opposizione in Regione. In serata il capogruppo della Lega in Regione Gianpiero Zinzi ha sottolineato come "dopo le attività di ristorazione De Luca ha trovato un altro capro espiatorio per coprire le sue mancanze: le scuole. L’aumento vertiginoso dei contagi preoccupa soprattutto perché in questi mesi, anziché dare materiale per sketch e barzellette, il Governatore avrebbe dovuto predisporre nelle strutture sanitarie misure adeguate a fronteggiare il ritorno della pandemia che era già previsto. Invece solo adesso va alla ricerca di altri posti letto, ma nel frattempo chiude le scuole. La sospensione delle attività didattiche non significa necessariamente bloccare il contagio, almeno questo De Luca dovrebbe saperlo". 

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