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Contagi elevati tra il personale sanitario: 12 positivi nelle cliniche casertane

La Cgil lancia l'allarme e lancia l'appello a De Luca: "Mancano 16mila addetti"

I contagi nella sanità

Dodici dipendenti di strutture sanitarie private positivi al coronavirus nel casertano negli ultimi 30 giorni. E' questo il dato fornito dalla Cgil regionale che stamattina, davanti ai cancelli dell'ospedale Cardarelli, ha fatto il punto sui contagi tra medici, infermieri ed addetti vari.

Il sindacato, di cui è segretario regionale Nicola Ricci punta l'indice contro la Regione contro la programmazione sulle assunzioni e sugli incentivi del personale sanitario: "Le risorse incentivanti per il personale, parliamo di cifre che superano i 50 milioni di euro, in Campania - chiarisce Nicola Ricci, segretario generale Cgil Campania - non sono state assegnate. Abbiamo chiesto a De Luca di riaprire la delibera. Certo non rappresenta la soluzione, ma nelle altre regioni affianco alle dotazioni del governo sono state messe in campo altre risorse per tamponare il sacrificio del personale sanitario". Per via del commissariamento, insiste Ricci, "mancano 16mila addetti e vorremmo sapere cosa si sta facendo: in Campania nei primi 15 giorni di ottobre sono stati avviati al lavoro, tra medici e infermieri, 14 al Cardarelli e 160 ad Avellino. Vorremmo capire che tipo di programmazione c'è e che dotazioni gli saranno date. Tra tutto il personale - medici, paramedici, infermieri, addetti, appalti, manutenzione - c'è un elevato numero di contagi. Questo significa che c'è stata una errata programmazione e su questo abbiamo chiesto un incontro al governatore De Luca", conclude Ricci. 

E sul fronte della sanità privata la situazione non è migliore. Dai dati  forniti da Cgil negli ultimi 30 giorni sono 242 gli addetti risultati positivi al Covid-19 nelle strutture della sanità privata accreditata e nei centri di riabilitazione della Campania. Nel dettaglio, 214 a Napoli e provincia, 12 a Caserta, 6 a Salerno, 4 ad Avellino e 7 a Benevento. "Poche, inappropriate e contraddittorie - attacca Marco D'Acunto, segretario con delega alla sanità privata della Fp Cgil Campania - sono state le misure che le aziende hanno messo in campo nelle ultime settimane, ispirate quasi sempre al risparmio dei costi, in un contesto in cui 'prevenzione' è una parola dimenticata ed anche nei mesi dopo il lockdown si è lavorato con personale ridotto e con scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro".

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