Pasticcio sul Consuntivo, la giunta costretta a modificarlo. I revisori si 'dividono' di nuovo

La delibera viene modificata giovedì e 2 revisori decidono di dare parere positivo lo stesso. Fattopace prende le distanze: "non si può ritenere in un arco temporale tanto breve di aver esaminato sufficientemente tutta la documentazione necessaria per poter esprimere un parere"

L'assessore alle Finanze Federico Pica

Un "déjà vu”. La situazione che si è venuta a creare al Comune di Caserta rappresenta quasi la fotocopia di quanto accaduto non più di sette mesi fa. E’ il quadro che emerge da ciò che è accaduto nell’ultima settimana negli uffici di Palazzo Castropignano, dove sono stati costretti a modificare giovedì 2 luglio la delibera del Conto Consuntivo 2019 dopo essersi accorti di un errore. In particolare, stando a quanto si legge nella delibera approvata (di nuovo) dalla giunta capeggiata dal sindaco Carlo Marino, è stato modificato, su proposta dell’assessore Federico Pica, il conto economico ed il conto del patrimonio. Un fatto non nuovo (purtroppo) per Palazzo Castropignano: già lo scorso anno, infatti, i bilanci furono modificati per ben tre volte prima di arrivare in consiglio comunale e fu necessario addirittura un emendamento in extremis per “apparare i conti”. Ed ancora stavolta la modifica è arrivata in netto ritardo rispetto ai tempi previsti dalla normativa (per fine giugno il Consuntivo sarebbe dovuto essere stato approvato dal consiglio comunale ed invece non c’è ancora neanche la convocazione della seduta…). 

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Il presidente dei revisori non dà parere sul Consuntivo

Ma altre cose ‘interessanti’ che i consiglieri comunali dovranno valutare nell’approvazione emergono dalla relazione del collegio dei revisori dei conti. Che, non di più di una settimana prima, avevano avuto da ridire sulla gestione dei residui da parte dell’Ente (si paga circa il doppio di quanto si riesce ad incassare dagli anni precedenti). E che adesso sottolineano altre necessità. Dal regolamento di contabilità non aggiornato (e risalente al 2004) senza alcuna variazione alle nuove norme di legge fino alla necessità di investire in risorse umane (considerando la scelta dell’amministrazione Marino di pre-prensionare un centinaio di dipendenti appena insediata) ed a dedicare molta attenzione al potenziamento degli uffici finanziari, al monitoraggio dei flussi di cassa ed all’attività di riscossione per garantire un aumento del grado di riscossione delle entrate. Ma non solo: i revisori chiedono anche di predisporre e verificare idonee procedure atte al controllo, monitoraggio ed acquisizione della resa del conto da parte degli agenti contabili. Ci sono ancora da predisporre, secondo i revisori, le modalità di ripiano del disavanzo e da indicare i mezzi di copertura tenuto conto che lo stesso può essere ripianto solo per i prossimi due esercizi (2020-2021). E poi c’è sempre il nodo del contenzioso non ancora quantificato. Nonostante questo, però, Donato Toriello ed Antonio Tardio hanno espresso parere positivo, mentre il presidente Giuseppe Fattopace ha ritenuto di non poter esprimere un parere (dopo averlo espresso negativo lo scorso anno): “Pur avendo partecipato alla stesura della relazione - si legge - dichiara di non essere in grado di sottoscrivere il parere finale in quanto la delibera di giunta municipale di approvazione dello schema di rendiconto, e della relativa documentazione, è stata inviata al collegio il 25 giugno, contestualmente alla delibera di giunta municipale numero 77 di riaccertamento ordinario dei residui per l’anno 2019, su cui pure il collegio ha dovuto esprimere parere. Inoltre alla delibera numero 78 di approvazione dello schema di rendiconto è stata apportata rettifica con delibera di giunta numero 80 in data 2 luglio, come pure in tale data sono pervenute al collegio le attestazioni di due dirigenti relative alla insussistenza delle condizioni previste dall’articolo 194 del decreto legislativo 267/2000 per il riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio relativi ai servizi. In scienza e coscienza, a parere del sottoscritto, non si può ritenere, in un arco temporale tanto breve, di aver esaminato sufficientemente tutta la documentazione necessaria per poter esprimere un parere approfondito e articolato, come si conviene per una grande città e per la criticità della sua situazione finanziaria”.

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