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No alla diretta su YouTube del Consiglio: scoppia la polemica e tutta l'opposizione abbandona l'aula

La maggioranza boccia l'emendamento di Dello Stritto e compatta per la prima volta tutte le anime della minoranza

La maggioranza dice ‘no’ alla diretta su YouTube di consigli comunali, Question time ed attività istituzionali e, per la prima volta, l’intera opposizione si compatta e segue una linea comune. E’ quanto accaduto nel consiglio comunale di oggi, dove c’era all’ordine del giorno l’approvazione di alcune modifiche del regolamento delle attività consiliare. Un punto, a quanto pare, molto “attenzionato”, visto che era stato già rinviato nell’ultima seduta dopo la tensione che si era accesa, col presidente della commissione Gianluca Iannucci che abbandonò la seduta paventando dimissioni dalla stessa (a cui poi non ha dato seguito).

Oggi, in realtà, sembrava che tutto dovesse filare liscio, con una intesa raggiunta (o almeno questo era l’incipit arrivato) che sarebbero stati votati sia gli emendamenti della maggioranza che quelli del centrodestra. Dopo qualche ‘pit-stop’ per rivedere la delibera dopo alcune modifiche, ecco che però si scatena la polemica. ‘Colpa’, suo malgrado, di Alessio Dello Stritto che ha proposto l’attivazione di un canale YouTube sul quale trasmettere i consigli comunali, i Question Time e tutte le attività istituzionali. Come, del resto, avviene di fatto in quasi tutti i comuni della provincia di Caserta (anche i più piccoli) quale ‘effetto collaterale’ post pandemia. Un segnale, comunque, per avvicinare i cittadini alle istituzioni.

Ma non a Caserta. La maggioranza del sindaco Carlo Marino si è schierata contro l’emendamento, scatenando la polemica. Gianpiero Zinzi ha attaccato, ottenendo il rimbrotto di Andrea Boccagna (Pd) che ha evidenziato: “Volete il canale YouTube solo per farvi pubblicità”. Romolo Vignola si è schierato col resto dell’opposizione: “Per quanto posso essere distante da Zinzi ma il suo è stato un intervento di buonsenso e per la città”, così come Raffaele Giovine che ha evidenziato: “Ho votato sì a tutti gli emendamenti, anche a quelli che mi sembravano sui generis come il gruppo misto perché si tratta di un regolamento per il funzionamento dei lavori. Anche i Comuni più piccoli hanno diretta streaming su tutti i canali, anche YouTube. Mi sarei aspettato che qualcuno proponesse anche una diretta Instagram. Per voi è solo un pretesto, sono perplesso”. Sulla stessa linea l’altro consigliere di minoranza Pio Del Gaudio: “Il tema è dare informazione alla città, quando uno governa deve accogliere contributi che vanno nella direzione di divulgare notizie. Sul Regolamento vi abbiamo aiutato, visto che il dibattito è andato in un dato modo e vi siamo stati accanto. Questa è di fatto un'occasione persa. Era un'operazione di trasparenza che non costava nulla”. Gianni Comunale del Pd ha provato a stemperare la tensione evidenziando che vi fosse stato un fraintendimento: “Non è che non vogliamo rendere pubbliche le sedute. Solo che vogliamo utilizzare una piattaforma istituzionale, che ancora non è pronta, ma lo sarà”. Ma le sue parole non sono bastate per convincere l’opposizione che, in blocco, ha abbandonato la seduta durante la votazione (mai era accaduto che le varie anime convergessero su un punto all’ordine del giorno finora).

"Oggi in aula il centrosinistra è riuscito persino a superare se stesso scrivendo una brutta pagina in fatto di trasparenza" hanno commentato con una nota i consiglieri di centrodestra Gianpiero Zinzi, Alessio Dello Stritto, Maurizio Del Rosso, Fabio Schiavo, Paolo Santonastaso, Pasquale Napoletano e Donato Aspromonte. "La nostra proposta, veloce e a costo zero, di trasmettere le sedute di consiglio comunale su un apposito canale YouTube per consentire a tutti i cittadini di conoscere in tempo reale le decisioni che si prendono per la città, è stata bocciata. Un’amministrazione che intende lavorare nell’interesse della comunità dovrebbe rendere il palazzo una ‘casa di vetro’. A Caserta, invece, si arriva al punto di negare quello che, anche nei Comuni più piccoli della Campania, è da tempo realtà. Prendiamo atto che questa amministrazione ha paura della trasparenza e persino di YouTube. Verrebbe da chiedersi come mai”. 

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