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Macrico verde, il Consiglio approva la nuova delibera 'emendata'. Apperti e Naim contro

Una lunga discussione sulla proposta di Speranza (supportata dalla petizione del Comitato), con frecciate e tentativi di mediazione non andati a buon fine

Il futuro del Macrico ha acceso nuovamente gli animi in consiglio comunale a Caserta.

La discussione è stata resa 'frizzante' direttamente dal sindaco Carlo Marino che ha “puntato” il consigliere di Speranza per Caserta Francesco Apperti, richiamando la delibera già approvata nel 2014 dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Pio Del Gaudio, che aveva già dato indicazione per “l’area verde” e punzecchiando il suo ex rivale alle amministrative sul fatto che il movimento civico vorrebbe una maggiore cubatura rispetto a quelle immaginate dall’attuale governo cittadino. Il nodo di maggiore scontro e discussione è stato sul vincolo per l’area: conformativo secondo il movimento Speranza ed anche per il comitato Macrico Verde; espropriativo stando al ragionamento di Carlo Marino, per il quale ci sarebbe bisogno di avere una copertura finanziaria che oggi non c’è.

Nel corso della discussione c’è stato chi ha sottolineato la vicinanza tra la petizione firmata da oltre 2500 cittadini ed il voto per le amministrative, ma il consigliere Mario Russo (che è tra i firmatari) ha sottolineato come la delibera fosse stata portata al vaglio del consiglio comunale da 2 anni. Il capogruppo Pd Andrea Boccagna ha tirato in ballo il vescovo emerito Raffaele Nogaro “primo firmatario della petizione, che è è stato vescovo di Caserta ma che, nonostante il suo impegno, non è riuscito a smuovere la posizione intransigente ed ostile dell’Istituto sostentamento del clero”. L'altro consigliere Pd Enzo Battarra ha ricordato come "nel 2008 il sindaco Petteruti e la sua amministrazione, cui ho dato con piacere il mio contributo, avevano quasi raggiunto lo scopo di trovare finanziamenti e prospettive in un accordo con il Governo centrale e con quello regionale. Ma dopo i primi assensi da Roma, arrivò il divieto del centro destra con il governo Berlusconi. Non lo dobbiamo dimenticare".

A nome dei proponenti della petizione è intervenuta l’architetto Maria Carmela Caiola, che ha evidenziato “la necessità di approvare una delibera che preveda, sulla base dell’attuale Prg vigente, che l’area sia destinata a verde pubblico totalmente inedificabile, con vincolo conformativo”. Ed ha aggiunto: “La delibera del 2014 non c’entra nulla. Quella era una delibera di indirizzo per i progettisti del Puc. I cittadini vi chiedono oggi di approvare una variante affinché l’area sia completamente inedificabile. Se non lo fate oggi, non lo farete mai più. Sono 20 anni che aspettiamo”. Il sindaco Marino ha replicato, sottolineando, nuovamente, il proprio dubbio sul vincolo per l’area che, a suo dire, rischierebbe di mettere il Comune a rischio di doverla poi espropriare (senza avere i soldi necessari). “Qui tutti vogliamo un’area verde, lo diciamo dal 2014 e quella è la strada intrapresa. Spero possa esserci una collaborazione in tal senso”.

Per farlo, però, ci sarebbe bisogno di un rinvio, come ha sottolineato il segretario Massi: "Per approvare una variante al piano regolatore ci sarebbe bisogno di predisporre altri atti", ma subito è arrivato lo stop della consigliera di Speranza Norma Naim. "Votiamo così, senza modifiche". Ma "chiedendo di votare un atto non votabile" ha ribattutto Matteo Donisi del Pd "rischia di essere letta come la volontà di far bocciare la petizione, facendosi passare come i cattivi. Ma in realtà, quest'atto così com'è non si può votare".

Il consigliere Domenico Maietta ha chiesto di emendare la delibera, richiamando le delibere già approvate nel 2014 (amministrazione Del Gaudio) e nel 2017 (amministrazione Marino), riconoscendo come "edificato esistente le strutture realizzate prima del 1954 o oggetti del decreto del Mibact del 2008 e del 2013" e le indicazioni segnalate al progettista del Puc Pica Ciamarra nel febbraio 2020, così come svelato dal sindaco Marino nel corso della lunga seduta del consiglio comunale. Un modo, questo, per dare forza anche al "lavoro" fatto anche dall'attuale maggioranza. 

Apperti ha rispedito al mittente la proposta "perché così non si fa altro che ripetere quanto già approvato nel 2014". Ma la maggioranza ha tirato dritto ed ha messo ai voti gli emendamenti di Maietta, che hanno ottenuto il via libera. Alla fine Apperti e Naim hanno deciso di votare contro la delibera (da loro presentata) emendata dalla maggioranza Marino.

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